Precollinear bar

Rete

Ponte Regina Margherita: molto interessante l’aggiornamento che ci giunge dalla sede tranviaria occupata dal sedicente progetto del “precollinear park” che da oggi chiameremo “precollinear bar” dato che nell’ultimo container arrivato (vedasi notizia di giugno) si è allestito un bar con tanto di alcolici, illuminazione (agganciata ai cavi dell’alta tensione del tram!) e annessi wc chimici. Per tutti gli interessati, il container nero contiene casse di bevande, alcolici, drink… Continua a leggere »

Messa in sicurezza

Rete

In piazza Carducci angolo via Nizza il tratto di curva (utilizzato in passato dalla linea 1, ma tutt’ora attivo) risulta avere le gole riempite di cemento. La cosa è presente da tempo, non sappiamo da quanto, ma dopo essercene accorti e aver pensato a qualche resto dimenticato di lavori passati, abbiamo indagato ed è venuto fuori che tale accorgimento sembra essere stato adottato dopo una caduta accidentale che ha seguito una denuncia (con ovvia richiesta danni). Il binario in questione permette a un tram proveniente da via Genova di immettersi in via Nizza senza dover forzatamente fare inversione di marcia dentro al deposito: magari non il binario più fondamentale della rete, ma neppure un binario totalmente inutile. Tra l’altro questo intervento potrebbe aprire una infinita richiesta (assurda) di cementificazione delle gole dei binari che non sono usati regolarmente. Che l’intervento sia ridicolo, è palese… come se la coppia di binari poco oltre non avesse la medesima “pericolosità” di quello sigillato. Se per un binario sconnesso dalla rete la cosa può essere ragionevole, una richiesta per un binario attivo dovrebbe essere cestinata senza se e senza ma. E invece…

Binario danneggiato a Sassi

Lavori, Linea 15, Rete

Nel caldo pomeriggio di ieri, 18 giugno, in piazza Modena una delle rotaie della linea 15 è “saltata” fuori dalla sua sede. Potrebbe essere il caldo (e quindi la dilatazione termica) ad aver causato tale danno probabilmente unita al continuo passaggio di veicoli su gomma, sia trasversalmente che longitudinalmente. La linea 15 è stata quindi limitata in corso Tortona e vi resterà fino alla riparazione del tratto di binario danneggiato.

Retroporto Regina Margherita

Rete

La concessione data all’associazione Torino Stratosferica (quella che vuole costruire 12 grattacieli e abbattere la Gran Madre) dovrebbe durare fino all’autunno 2021 ma per un gruppo che agisce con il motto “la città appartiene a di chi se la prende” (idea condivisa da chi occupa abusivamente gli edifici e vive alle spalle della collettività), chissà se rispetteranno i patti o se si approprieranno del bene pubblico in virtù del fatto di esserselo “preso”?
Il motore degli interventi è giustificato dal fatto che la linea tranviaria è stata “abbandonata” e quindi automaticamente fonte di “degrado”… per questo motivo è stato portato un ulteriore container degno del retroporto di Alessandria, per “abbellire” il ponte Regina Margherita. Come dalla foto in alto si può vedere, sono tutti contenti di avere un parallelepipedo di lamiera arrugginita nel bel mezzo del ponte, a far da cornice al panorama cittadino.
Di fronte a tutto questo, era meglio il degrado perché la cura è peggio del male. Per i frequentatori del “Precollinear park” si consiglia la vaccinazione non anti Covid, ma l’antitetanica.

Nuovo impianto in largo Grosseto: si vedono i binari

Lavori, Linea 9, Rete

In largo Grosseto i lavori per la realizzazione del nuovo impianto tranviario procedono abbastanza spediti. Già oggi è possibile vedere buona parte del nuovo tracciato, riconoscibile per la traccia della soletta, in parte già riempita con il materiale fonoassorbente. Nella foto in alto si vede il punto di derivazione dell’incrocio tra i binari provenienti da corso Potenza e quelli diretti verso via Stradella, punto inizialmente pensato come uno scambio, ma non realizzato per difficoltà tecniche ed interferenze con altre strutture (l’anima metallica della soletta del sottopasso).

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Sicuri attraversamenti pedonali (abusivi)

Rete

Torniamo sul discorso dell’abusivismo in corso Gabetti per parlare dei danni commessi sulle infrastrutture esistenti, danni che non solo saranno dei costi per la comunità per il loro ripristino, ma incitano a commettere infrazioni al CdS, mettendo in pericolo le persone. In diversi punti sono state segate le recinzioni e aperte come in fotografia. Come si nota si tratta di aperture “di comodo” che portano direttamente sulla strada, lontani dagli attraversamenti pedonali e dove la conformazione del cordolo rischia di far inciampare chi lo attraversa.
Il terreno con l’erba “consumata” denota un frequente uso di tale passaggio, segno che le infrazioni sono all’ordine del giorno. Evidentemente si tratta di persone abituate a infischiarsi delle regole, magari gli stessi che sfrecciano con i monopattini sui marciapiedi o con le biciclette sotto ai portici, incuranti delle regole e con la convinzione di essere nel giusto perché “green”…

Abusivismo premiato

Rete

Cinque anni fa uno studente reo di attività commerciale illecita (vendeva merendine a scuola senza autorizzazione, in barba a ogni regola), veniva premiato per lo spirito imprenditoriale dalla Fondazione Einaudi, facendo così passare il messaggio che non viene premiato chi si impegna rispettando le regole, ma chi è più furbo.

Oggi la musica non è cambiata. Se può passare per “populista” dire che: “in Italia si premiano i delinquenti” nella realtà dei fatti è proprio così. E l’esempio portato da Torino Stratosferica e dall’abusivismo lungo il sedicente “linear park” di corso Gabetti ne è un esempio.

Nell’ottobre 2017 veniva soppressa la linea tram 6 e contestualmente i binari di corso Gabetti diventavano inutilizzati. Nel 2013 (poi formalmente registrata nel 2016) nasce scherzosamente un’associazione dal nome Torino Stratosferica. Propongono progetti visionari, probabilmente effetto di sostanze non propriamente buone. Tanto per fare esempi, la meridiana di grattacieli o l’abbattimento della Gran Madre.

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Il nuovo largo Grosseto

Lavori, Linea 9, Rete

Dal 14 giugno al 12 settembre 2021 il deposito Venaria resterà scollegato dalla rete tranviaria in quanto verranno effettuati i lavori di posa e allacciamento del nuovo impianto tranviario di largo Grosseto. A differenza di quanto avvenuto nel 2018, quando il deposito restò isolato una settimana, questa volta l’interruzione sarà di 3 mesi ma l’attesa varrà la pena. Come la mappa in alto mostra, il nuovo largo Grosseto vedrà la nascita di una quasi nuova rotonda tranviaria e verranno riallacciati anche i binari di via Stradella. L’incrocio di corso Grosseto con corso Potenza sarà un incrocio semaforizzato (solo il tram compirà il percorso curvo), inoltre per ridurre il traffico di superficie, sarà realizzato un sottopasso di circa 400 metri lungo la curva Corso Grosseto – Corso Potenza. Più a nord, verso via Stampini, sarà invece realizzata una rotonda e il tram percorrerà la perimetrale prima di immettersi verso via Lanzo, mentre in direzione opposta non ci saranno più interferenze con il traffico (un po’ come avviene ora con la viabilità provvisoria). Dalle mappe sembrava che ci fosse la possibilità di invertire la marcia e tornare verso piazza Stampalia: in realtà ciò che avevamo interpretato come uno scambio, è un semplice incrocio (in basso evidenziato). Quindi chi arriva da corso Potenza potrà andare verso via Lanzo oppure fare inversione, così come chi arriva da via Stradella mentre per chi arriva da corso Potenza sarà possibile andare in via Stradella solo effettuando tutta la rotonda. L’ultimo aspetto interessante del nuovo impianto sono i binari totalmente divaricati nel tratto che costeggia la rampa del sottopasso: termina così l’interferenza (al tempo regolata da semaforo) tra la linea tranviaria e l’asse principale di corso Potenza.


Dettaglio della conformazione dei binari.

A rigor di cronaca, i primi disegni prevedevano la presenza di tutti gli scambi, ma in fase esecutiva si sono riscontrate difficoltà nel rispetto delle distanze e delle dimensioni degli impianti di radiofrequenza e ciò ha portato alla trasformazione nella geometria sopra sintentizzata. Inoltre le stesse spire e i rilevatori di massa metallica si sarebbero trovati sopra la soletta in cemento armato del sottopasso e ciò avrebbe potuto provocare delle interferenze non desiderate.

Ma cosa succederà alle linee? La linea 9 sarà ovviamente gestita con autobus mentre la linea 10 dovrebbe anch’essa essere gestita su gomma come (quasi) tutte le estati. La linea 4 verrà trasferita al Tortona dove già da tempo i tranvieri sono stati gradualmente abilitati alla manovra dei tram Cityway. Ad essi si aggiungeranno anche quasi tutti i colleghi tranvieri del Venaria che altrimenti resterebbero senza turni tram. Al Tortona verrebbe inoltre totalmente assegnata anche la linea 3. La linea 13 invece sarà trasferita al San Paolo per l’intero periodo. Il Tortona acquisirà così una quarantina di tranvieri in più mentre al San Paolo ne andranno una decina.
Per fare spazio nel deposito Tortona sono stati trasferiti tutti i tram non strettamente necessari: i tram ristoranti (Ristocolor e Gustotram) sono da qualche giorno a Sassi, le motrici storiche sono dislocate tra Nizza e Venaria, così come a Venaria sono stati portati tutti i tram guasti.

Sfruttando il blocco dell’intera tratta di collegamento verso il deposito Venaria, saranno interessati da lavori anche altri punti come piazza Stampalia e piazza Piero della Francesca.

Uno spoiler non colto

Rete, Sito

A fine 2007 l’Agenzia per la Mobilità ha avviato una fase di pianificazione rivolta all’orizzonte 2012; il lavoro, denominato “Progetto Rete forte 2012” è stato impostato ricercando la collaborazione di esperti di fama internazionale e allo scopo è stata bandita una selezione pubblica per l’affidamento di incarico professionale che ha visto come vincitore lo studio di ingegneria IBV Hüsler AG di Zurigo, il quale nel novembre 2010 ha presentato la sua analisi. Per fare un paragone, il piano degli svizzeri può essere paragonato alla UEFA Champions League mentre i successivi piani del Politecnico (dalla Pronello in avanti, fino alle “rivoluzioni della rete 2020 poi 2021”) sono molto più simili alla Super League…

Qui però non è nostra intenzione ritornare nel merito di quei contenuti se non per un incredibile spoiler:

A pagina 73 della relazione, così come sulla prima pagina della presentazione sul centro d’interscambio del Lingotto appare l’immagine qui in alto, di cui abbiamo un ingrandimento qua in basso:

Praticamente è raffigurato l’HitachiRail tram di Giugiaro! Anche i colori sono gli stessi, come le proporzioni delle casse e la posizione delle porte (a dire la verità gli svizzeri avevano progettato una porta anche per il manovratore). Perfino il pantografo è orientato contromarcia! Nel rendering in alto si intravede appena, in quello nella pagina successiva è meglio evidenziato. Ma se la struttura del tram poteva essere indovinata, più incredibile è la previsione della nuova livrea che (secondo le voci) è stata disegnata direttamente dalla sindaca Chiara Appendino. Attenzione, il disegno è del novembre 2010, all’epoca la futura sindaca non era nemmeno un consigliere comunale (sarebbe stata eletta solo nel 2011).

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Torino 2030 sostenibile – resiliente

Linea 18, Rete

Rimozione dei binari in via Nizza, ottimo esempio di una Torino sostenibile, volta al futuro. Per fortuna sarà anche una Torino resiliente… ma anche no grazie! Torino non deve essere resiliente, la resilienza non da spazio ad aperture, non permette di concedersi al mondo, ma esclusivamente di resistergli. Sinonimi di resistere sono: opporsi, difendersi, contrastare, ostacolare, reagire, lottare, combattere, sopportare. In una città volta al futuro, dove occorre mutare le proprie abitudini per meglio rispettare l’ambiente e la sostenibilità delle proprie scelte, l’ultima cosa di cui si ha bisogno è proprio della resilienza. Resilienza, no grazie!

 

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