Si delinea la “fase 2” a bordo dei mezzi Gtt

Gtt, Tpl

Nel pomeriggio odierno, durante la trasmissione televisiva “Pomeriggio 5”, l’inviata intervista l’assessore regionale ai trasporti, Marco Gabusi, il quale presenta le modalità con cui saranno utilizzati gli autobus a Torino a partire dal prossimo 4 maggio. Chi volesse vedere il servizio per intero, lo trova qui disponibile. Se siete, come noi, uno degli oltre 420.000 firmatari della petizione anti-trasmissioni della D’Urso, sappiate che vi abbiamo avvisato e la visione del link è totalmente a vostro rischio.

La novità riguarda la riapertura della porta anteriore e quindi in un momento dove si ripete fino alla nausea il concetto di distanza sociale, i passeggeri dovranno passare a fianco dell’autista, benché quest’ultimo sia un po’ riparato da una paratia divisoria.

Poi a bordo il passeggero dovrà utilizzare l’igienizzante e, se privo, prelevare una mascherina monouso da impiegare per il viaggio. Anche questo è molto interessante in un momento in cui agli autisti stessi i dispositivi di protezione vengono consegnati con il contagocce. Da chiarire come comportarsi se questi dispositivi a bordo saranno esauriti.

Non si potrà viaggiare in piedi, ma solo seduti nei posti indicati dall’adesivo verde. Quanti saranno quindi i posti disponibili? Un assessore un po’ imbarazzato risponde “13”. Un autobus da 100 posti ne porterà soltanto più 13. Stupiti? Noi no, ve l’avevamo già detto una settimana fa…

Si scenderà quindi soltanto dalla porta posteriore (anche qui, chi siede davanti deve passare accanto a tutti gli altri passeggeri, vero? Ottimo modo per tenere le distanze…) mentre la centrale sarà riservata alla salita e discesa di carrozzelle e passeggini. Da domandarsi se chi spinge il passeggino potrà stare in piedi nella postazione oppure dovrà sedersi in uno dei posti “verdi” più prossimi. La carrozzina vale come tredicesimo passeggero o quattordicesimo (e quindicesimo il suo eventuale accompagnatore)? Tutte domande aperte.

Non si parla ovviamente né di bus 18 metri né di tram o metropolitana. Per la metropolitana possiamo rimandare al test fatto a Roma dove faranno entrare 30 persone al massimo ogni 3 minuti nelle stazioni con treni portati alla capienza massima di 150 persone (quando possono trasportare fino a quasi 1200 persone). A Torino il convoglio della metropolitana conta 440 posti e di conseguenza, facendo le proporzioni, verranno ridotti a massimo 40-50 passeggeri per treno. Nelle stazioni gli ingressi saranno forse contingentati a 10-15 persone ogni 3-4 minuti.

La domanda più grande resta comunque come poter gestire l’ingresso a bordo e come garantire alle persone in attesa alla fermata di poter salire sul bus, perché 13 posti si esauriscono subito. Ci saranno sicuramente autisti che per il quieto vivere chiuderanno un occhio (soprattutto su linee “calde” in quartieri “d’elite”), altri che per paura si auto-bloccheranno la porta anteriore come già oggi avviene, altri che faranno invece rispettare le regole alla lettera. Allo stesso tempo ci saranno i soliti passeggeri che si “indignano” per il mezzo affollato oppure che vorranno far applicare le regole o al contrario eluderle… di certo ben pochi stanno ragionando sul fatto che le persone in fermata potrebbero trovarsi a non essere nella condizione di poter salire su nessun bus perché già troppo affollato. Se sperano che costoro si riconvertano alla “mobilità dolce”, significa essere illusi ed ottusi, perché a fronte di una fortissima riduzione del trasporto pubblico, sarà necessario eliminare tutte le limitazioni al traffico (dalle norme su Euro1-2-3-4 fino alle ZTL), come già avviene durante gli scioperi, aprendo così le porte al ritorno dell’auto privata, con un salto temporale all’indietro di 30 anni. Curioso come le norme studiate per la salvaguardia della salute pubblica siano ora da cancellare per il medesimo motivo. Tutto questo ovviamente in via transitoria, fino all’esaurimento dell’emergenza Covid-19.

 

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