Nuovi bus elettrici per Torino: arrivano i primi partecipanti alla gara

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Il 16 giugno 2015 la giunta comunale di Torino approvava un protocollo di intesa tra la Regione, i comuni di Alessandria, Collegno, Novara e Vercelli e le aziende di trasporto locale per permettere la creazione di una stazione di ricarica per bus elettrici ed auto in ognuno dei cinque comuni. Il progetto, dal ‘sintetico’ nome di “Realizzazione di reti di ricarica integrate per autobus elettrici e veicoli privati”, era stato presentato dalla Regione in occasione di un bando del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e si era classificato al terzo posto, che gli ha valso un finanziamento di 240 mila euro.
Ieri, 30 giugno, un veicolo da 12 metri prodotto dalla BYD è arrivato a Torino ed ha iniziato i giri dimostrativi per Gtt, nell’ambito della gara che è in atto (questo significa che dovremmo presto vedere anche altri concorrenti). La BYD è un’azienda cinese che produce automobili e autobus, con particolare specializzazione sui veicoli elettrici.

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Nell’area metropolitana torinese è previsto l’arrivo di 18 nuovi bus elettrici. Cinque veicoli da 12 metri saranno utilizzati per la gestione di una linea torinese (si parlava della linea 19, per la possibilità di ricaricare i veicoli direttamente nel deposito Tortona), altri 6 spetteranno a Settimo Torinese (forse da impegnare sul SE1-SE2) e 5 per Collegno/Pianezza (CO1?), mentre 2 autobus da circa 7 metri e mezzo (come le attuali linee Star) saranno utilizzati a Nichelino e Moncalieri.
Sorgono spontanei alcuni dubbi sull’effettiva efficienza energetica dell’impiego di pochi veicoli in punti distanti della città, senza stazioni di ricarica (queste sono previste solo a Torino e a Collegno, restando nella città metropolitana). Anche l’aspetto dei costi lascia perplessi, visto che un singolo veicolo BYD da 12 metri costava nel 2012 “solo” 380.000 Euro e, per quanto i prezzi possano scendere (anche in virtù dei ribassi di gara), con 240.000 Euro di finanziamento non si va molto lontani…
Ci si lamenta che un tram costa tanto e non si hanno i fondi per acquistarne di nuovi, ma facendo le dovute proporzioni, l’autobus elettrico è un costoso gadget!

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