Meno fermate, tram più veloci (aggiornamento)

Tpl

In autunno parte il primo passo (o forse l’unico… e vi spiegheremo il perché di questo dubbio) della rivoluzione della rete di trasporto pubblico: verranno soppresse circa 40 fermate inutili sulle linee tranviarie. Il dato iniziale era molto maggiore e questo sito aveva pubblicato un elenco di ipotesi elaborate, che però è stato rimosso in quanto i dati sono stati utilizzati per fini diversi da quelli per i quali erano stati pubblicati, inoltre è seguito un acceso dibattito politico che ha fatto retrocedere nelle decisioni che sembravano irremovibili. Questo sito non è appoggiato né appoggia alcun partito politico: si ascoltano tutte le voci e si parla con tutte le parti, sempre restando indipendenti (anche dal Gruppo Torinese Trasporti, di cui non siamo portavoce né dell’azienda né dei suoi dipendenti).

L’intervento prevede la brutale eliminazione delle fermate, sia per i tram che per i bus che vi transitano e ciò dovrebbe comportare l’incremento della velocità media. Il condizionale è d’obbligo perché alcune fermate -come vedremo- anche se soppresse non permetteranno alcuna accelerazione perché non sono esse la fonte della perdita di tempo. Probabilmente ci sarà una fase transitoria in cui soppressioni saranno testate e si vedrà la reazione dei passeggeri: alcune voci fissano questi test in settembre, le fonti che riteniamo più affidabili parlano non prima di ottobre.

L’elenco delle fermate è cambiato e forse cambierà ancora, per questo non lo pubblichiamo più. Faremo nei prossimi articoli un’approfondita analisi per ciascuna linea tranviaria, descrivendo pregi e difetti di ogni fermata.

Linea 4:

Delle fermate che si vogliono togliere, alcune sono sempre state palesemente inutili mentre altre pagano la non accessibilità ai disabili benché siano molto utilizzate. I maggiori tagli nei quartieri periferici, probabilmente chi vive in centro ha maggiori difficoltà motorie (è ironico… meglio sottolinearlo).
Certo che un buon modo per accelerare la linea 4 sarebbe quella di eliminare alcuni semafori inutili, come i due semafori pedonali di via Sacchi (a Porta Nuova e l’altro in via Pastrengo) oppure quello posto a pochi metri dal capolinea di strada del Drosso dove la linea 4 si ferma il più delle volte con enorme perdita di tempo.

Linea 10:

Si ipotizzano due coppie di fermate in meno: nessuno si accorgerà della scomparsa perché non vengono praticamente mai utilizzate, anche se la loro numerazione elevata denota che erano state aggiunte in tempi più recenti.

Linee 7-9-16cd-16cs:

Probabile il salto di alcune fermate “spaiate” e di due coppie troppo ravvicinate in zona Cit Turin.

Linee 13-15:

Soprattutto nel caso della linea 15 si può dire che la montagna partorirà un topolino. Sembrava dovessero sparire fermate su fermate e invece resteranno quasi tutte al loro posto, probabile l’eliminazione di una in corso Belgio e di una “spaiata” in centro. Si proverà a togliere un paio di fermate da via Fabrizi per la linea 13, sperando in un successo migliore rispetto a quello del 1982, con la riforma di Rolando che eliminò un po’ di fermate salvo tornare dopo poco sui propri passi per sommossa popolare.


Dalle voci giunte, lo studio effettuato è stato palesemente inficiato dalla politica. Se le scelte erano logiche e avrebbero portato a un effettivo miglioramento della rete, perché ci si piega sempre di fronte alle richieste di mille parti, ognuna delle quali desidera la comodità sotto casa e poi gli stessi si lamentano del servizio che non è all’altezza degli standard europei.

Complessivamente gli interventi sono auspicabili, ma perché temiamo che siano l’unico passo della rivoluzione della rete? Perché togliere fermate oggi superflue significa mettere in pratica una modifica basandosi sulla situazione attuale. Cosa ne sarà se cambieranno le linee? Sono stati fatti i calcoli sullo scenario della nuova rete? Quale senso ha ristampare tutti gli adesivi di fermata se *a breve* cambierà di nuovo tutto? Ecco perché sorgono i dubbi sugli interventi futuri. O forse, come diceva Tomasi di Lampedusa: “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Infine una riflessione sulle idee riguardanti i tornelli dei bus: come si può spingere da un lato ad accelerare i tram -togliendo le fermate- e dall’altro proporre sistemi di incarrozzamento che rallentano in modo spropositato i tempi delle fermate? Quando a Porta Nuova c’è un bus della linea 6 con la coda di persone che salgono passando dal tornello, i tram della linea 9 accumulano minuti di ritardo, in attesa che il bus termini la sosta. E’ logico investire in corsie riservate e semafori prioritari, se poi le fermate diventano più lunghe della Quaresima?

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