La nuova rete: tutto cambia perché nulla cambi

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Nella giornata di ieri, 18 febbraio, la conferenza stampa del Comune di Torino e di Gtt ha presentato la rivoluzione della rete di trasporto. Nelle parole si sottolinea molto come sia necessaria questa riforma dopo 38 anni dalla rete ’82 benché nei fatti si ritorna proprio ai percorsi e ai concetti di quegli anni. Primo su tutti, la categorizzazione delle linee: linee di forza con colore magenta (un tempo verdi e blu), linee di completamento azzurre (un tempo rosse) e linee di estensione verdi (un tempo gialle).

L’immagine in alto proviene dalla sezione torinese del giornale Repubblica e presenta le linee di forza: salvo la linea 8 che andrà a sostituire il 18, il resto della rete è praticamente identico. Si nota il taglio del 62 in piazza Stampalia e l’estensione del 5 in corso XI Febbraio. C’è un errore con la linea 55, che non si chiamerà più tale (diventerà 25), ma i capilinea resteranno immutati salvo un ritorno al percorso anni ’80 in zona Santa Rita. Qualche cambiamento in più sulle linee di completamento, ma nulla di trascendentale. Tra gli interventi più interessanti c’è l’estensione di una linea bus fino davanti all’Ikea di Collegno. Spariranno tutti gli speciali stabilimenti, oramai anacronistici mentre le linee scolastiche sembrano non essere state considerate. Anche la rete NightBuster è destinata a cambiare radicalmente. Infine la rete festiva: sarà identica a quella feriale… così dicono…

Per l’aspetto tram, ovvero ciò di cui si occupa questo sito, i cambiamenti saranno nulli. E’ previsto il ritorno in via Massari del 10 mentre con la trasformazione del 18 in 8, si pone una fine definitiva alla linea 18 tram. In prospettiva di medio termine (2023), però, si parla di un grande ritorno, ovvero quello della linea 12 tram sul tratto tra via Amati e corso Lepanto.

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