Gtt auspica un giro di vite su chi blocca i mezzi

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“Stiamo studiando come inasprire le punizioni per chi blocca le linee” ha dichiarato il presidente AD di GTT, Walter Ceresa. Troppe sono le 200 multe mensili dovute ad altrettanti blocchi ai mezzi pubblici, tram soprattutto, ma anche autobus. I casi più eclatanti sono quelli della linea 13 bus che resta bloccata in piazza Campanella con le stesse frequenze del tram che ha sostituito (e quindi si dimostra come il problema non è la rigidità del binario, quanto il malcostume di alcuni automobilisti) oppure della linea 56 in via Biamonti (dietro la Gran Madre). I blocchi più frequenti nelle vie limitrofe a quelle di piazza Vittorio Veneto, nelle serate della movida oppure nelle vie Monginevro, Nicola Fabrizi, Valperga Caluso e corso Belgio, dove i binari del tram sono vicini ai parcheggi o non c’è possibilità di manovre per i bus causa corsie molto strette.

Le auto parcheggiate in fermata, però, sono una piaga che va ben oltre le multe elevate: ben lo sanno tutti gli anziani e le persone in difficoltà quando vedono che il bus non può avvicinarsi al marciapiede e devono loro avvicinarsi al mezzo perché l’auto di turno ha le quattro frecce nell’area riservata al bus. Per lo più sono casi che durano l’arco di uno o due transiti, ma tanto basta per creare malumori.

Per questo Gtt auspica di iniziare a perseguire chi blocca i bus e i tram con denunce per interruzione di pubblico servizio, un reato penale che può portare da 1 a 5 anni di reclusione, conseguenze ben diverse dalle sanzioni amministrative di divieto di sosta e dai costi di rimozione dei veicoli.

Vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Sperando che lo spauracchio possa rendere gli automobilisti un po’ più attenti a dove si fermano in auto!

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