Da diritti a pretese

Linea 4

Nella mattinata di oggi, 23 marzo, la linea 4 è stata bloccata alla Falchera da un disabile che non voleva viaggiare secondo le regole di sicurezza previste a bordo dei veicoli Gtt. Non si parla più di accessibilità dei mezzi, oramai tutti i veicoli Gtt sono accessibili, eccetto i tram arancioni, ma ora la battaglia è contro le regole. Contro l’omologazione dei bus e dei tram che prevede una unica carrozzina a bordo per volta, contro la regola che se la carrozzina è troppo grossa o pesante, non può essere incarrozzata, contro il rispetto verso gli altri passeggeri che un tempo apprezzavano l’accessibilità dei mezzi ma che oggi vedono in un disabile, un potenziale problema. Il manifestante aveva già bloccato la linea 4 lo scorso 5 marzo perché pretendeva di salire con il figlio, anch’esso disabile su carrozzina, a bordo del tram, incurante del fatto che la postazione fosse una sola.

I veicoli erano stati progettati per ospitare a bordo le sedie a rotelle, non gli scooter elettrici di cui si sono dotate non solo le persone paralizzate ma, soprattutto, persone che faticano sì a camminare, ma che oggettivamente spesso potrebbero anche usare altri ausilii per la deambulazione.

Il confronto tra una sedia a rotelle da 15/20 Kg contro uno scooter da oltre 200 Kg è impietoso.

Gli episodi sono scaturiti a seguito della stretta sulle regole di trasporto dei disabili, seguita a un incidente occorso sulla linea 59, dove un disabile di 81 anni, accompagnato, è caduto dalla sedia a rotelle e ha battuto la testa, decedendo in ospedale 4 giorni dopo. Poiché l’autista è il primo responsabile in sede civile e penale per questo tipo di incidente, la stretta sulle regole imposta da Gtt è stata accolta da tutti per la propria tutela e per la tutela delle persone che vengono trasportate. Garantire la mobilità di tutti, senza distinzioni, è importantissimo. E senza distinzioni le regole vanno rispettate: essere costretti su una sedia a rotelle non autorizza a mancarne l’osservanza.

Per la cronaca il disabile in questione ha bloccato la linea per 8 ore e solo intorno alle 18 si è deciso a scendere dal veicolo. Gli sarà elevata un’ammenda per interruzione di pubblico servizio e gli saranno addebitati i costi di tutti i bus sostitutivi utilizzati per coprire il fermo dei tram.

Un’altra persona ha protestato, oggi, in modo analogo sulla linea 75, bloccando l’autobus con il suo scooter elettrico. Bisogna ricordare che i disabili (è sufficiente il 66% di invalidità o un certificato che indichi difficoltà deambulatorie) sono dotati di “tessera gialla” per la libera circolazione. Forse sarebbe il caso di rivedere questo benefit in caso di spostamenti con sedie a rotelle di particolare ingombro… e come sempre a causa di qualcuno, tanti ci rimetterebbero. Dopotutto occorre ricordare il caso emblematico del bus turistico a due piani: un tempo i possessori della “tessera gialla” potevano salire gratis, poi alcuni hanno iniziato a usare il veicolo turistico come un bus normale, salendo a Porta Palazzo con borse della spesa e oggetti ingombranti, tanto che oggi l’accesso al tour turistico è gratuito ma solo se accompagnati da un passeggero pagante.

Alla fine tutti si dimenticano che le regole sono fatte per tutelare chi viene trasportato.

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