La fase 2 presentata dal Comune di Torino

Gtt, Tpl

Ogni giorno ci si sveglia e si sa già che sarà presentato l’ennesimo piano per la fatidica “fase 2”! Ironie a parte… il Comune di Torino ha oggi presentato il piano per il trasporto pubblico. E’ un documento di 44 pagine che se non avete già ricevuto in almeno 3-4 esemplari tramite le mille chat di WhatsApp, potete scaricarlo qui (Pdf da 7 MB circa).

Si enfatizza che partire dal 4 maggio l’impegno previsto sarà pari a 1.150 conducenti (+430 rispetto ad oggi ossia +60%) che rende l’incremento notevole rispetto agli orari mantenuti in questa “fase 1” (praticamente identici a quelli del periodo di agosto), ma ponendo come riferimento il servizio pre-emergenza, la produzione chilometrica sarà dell’82% (rispetto al 52% avuto in questi giorni), ovvero saranno applicati orari come quelli della seconda metà di giugno.

Tornano tram le linee 15 e 16 e questa è già un’ottima notizia. La rete tram però si baserà esclusivamente sui tram serie 2800 e 6000. Le 5000 resteranno saltuarie eccezioni alla regola. Da inizio maggio ci saranno cartelli a bordo sul rispetto delle distanze di sicurezza e delle regole, anche impiegando i messaggi sonori, verranno disegnati in fermata dei campioni di distanza di sicurezza (un metro campione), saranno applicati adesivi sui sedili non utilizzabili così come sulle porte che non saranno più banalizzate (si parla nel pdf di modifiche alle vetture delle linee 4, 10, 15, 16… chissà invece le linee 3, 9 e 13… dimenticate?), nelle fermate principali sarà impiegato del personale per il controllo delle affluenze, mentre verificano i biglietti e si occupano pure di venderli (chissà se accettano le carte o Satispay…). Se qualcuno non vuole rispettare le regole sarà avvertita la centrale operative che eventualmente invieranno le forze dell’ordine.
A pagina 39 del pdf si trova pure l’immagine del dispenser di mascherine, fotografia realizzata proprio in occasione del servizio del 27 aprile (si riconosce il muro sullo sfondo), quel servizio con l’assessore Marco Gabusi e di cui Gtt nega verso i sindacati ogni coinvolgimento… stando a Gtt quei dispenser non sono fattibili in così breve tempo né ci sono le risorse per distribuire liberamente mascherine alla popolazione quando sono distribuite con parsimonia allo stesso personale.
In metropolitana verranno creati sensi unici pedonali per evitare l’incrocio dei passeggeri dal piano intermedio (mezzanino) dopo le prime scale fino al piano banchina. Il controllo sarà svolto con personale a terra in stazione e con il monitoraggio in centrale attraverso le telecamere di videosorveglianza.

Complessivamente il documento è più aderente alla realtà, molto più che non gli astrusi servizi di programmi televisivi di infima qualità. Occorrerà vedere ora se questa è l’ultima presentazione oppure se domani verrà fuori una nuova versione.

Si segnala che sul TGR delle 19.30 è stato anche intervistato l’A.D. di Gtt Foti: per la registrazione basta recarsi sul sito della Rai, oppure seguire questo link.

Ci spiace contraddire l’AD di Gtt, ma dal 4 maggio i tram non viaggeranno ogni 8 minuti né la linea 4 ogni 5 minuti. A 8 minuti ci sarà il 4 nell’ora di punta. Le altre linee viaggeranno intorno ai 10-11 minuti al mattino: sono l’equivalente degli orari di giugno con scuole chiuse.

Gtt e il servizio fantasma

Bus, Gtt, Tpl

Solo il 27 aprile parlavamo del servizio andato in onda su Canale 5 durante la trasmissione televisiva “Pomeriggio 5”, in cui l’inviata intervistava l’assessore regionale ai trasporti, Marco Gabusi, il quale presentava le modalità con cui sarebbero stati utilizzati gli autobus a Torino a partire dal prossimo 4 maggio. Gtt aveva messo a disposizione un autobus che si è recato all’interno dell’area dove sorge l’Alenia (tra corso Marche e strada Antica di Collegno), all’interno del perimetro dell’Altec dove è avvenuta l’intervista con tanto di pantomima. Strano come siano potuti entrare visto che è un’area privata, ma evidentemente avevano preso accordi…

Ieri, 28 aprile, l’azienda si è trovata ai tavoli con i sindacati che chiedevano spiegazioni per le decisioni che erano state assunte in modo unilaterale e qui c’è stato il colpo di scena! Secondo i comunicati sindacali, Gtt era all’oscuro di quanto sarebbe avvenuto a bordo del bus e che nulla di quanto visto in quel video sarebbe stato realizzato.

Quindi:

  • niente salita dalla porta anteriore, che resta chiusa al pubblico, il quale dovrà usare le altre porte; il nastro bianco-rosso sarà sostituito da una catenella.
  • niente disinfettante a bordo né mascherine in distribuzione, non c’è né il tempo né le risorse per allestire simili dispenser
  • ci sarà l’obbligo delle mascherine a bordo per i passeggeri e l’autista potrà soltanto avvisare verbalmente chi non la indossa e dare comunicazione alla centrale operativa
  • l’autista non dovrà contare le persone a bordo vettura anche perché oggettivamente impossibile (pensiamo ai tram da 34 metri); sui mezzi saranno affissi cartelli con le capienze massime: 20 persone sui bus 12 metri, 30 persone sui bus 18 metri e sui tram serie 2800, 40 persone sui tram serie 6000.

Alla luce di questa ulteriore figuraccia, se volete partecipare alla raccolta firme per far cancellare certi programmi dalla televisione, il link è questo!

Questo servirà da lezione anche per noi, non daremo più credito a simili fonti…

Si delinea la “fase 2” a bordo dei mezzi Gtt

Gtt, Tpl

Nel pomeriggio odierno, durante la trasmissione televisiva “Pomeriggio 5”, l’inviata intervista l’assessore regionale ai trasporti, Marco Gabusi, il quale presenta le modalità con cui saranno utilizzati gli autobus a Torino a partire dal prossimo 4 maggio. Chi volesse vedere il servizio per intero, lo trova qui disponibile. Se siete, come noi, uno degli oltre 420.000 firmatari della petizione anti-trasmissioni della D’Urso, sappiate che vi abbiamo avvisato e la visione del link è totalmente a vostro rischio.

La novità riguarda la riapertura della porta anteriore e quindi in un momento dove si ripete fino alla nausea il concetto di distanza sociale, i passeggeri dovranno passare a fianco dell’autista, benché quest’ultimo sia un po’ riparato da una paratia divisoria.

Poi a bordo il passeggero dovrà utilizzare l’igienizzante e, se privo, prelevare una mascherina monouso da impiegare per il viaggio. Anche questo è molto interessante in un momento in cui agli autisti stessi i dispositivi di protezione vengono consegnati con il contagocce. Da chiarire come comportarsi se questi dispositivi a bordo saranno esauriti.

Non si potrà viaggiare in piedi, ma solo seduti nei posti indicati dall’adesivo verde. Quanti saranno quindi i posti disponibili? Un assessore un po’ imbarazzato risponde “13”. Un autobus da 100 posti ne porterà soltanto più 13. Stupiti? Noi no, ve l’avevamo già detto una settimana fa…

Si scenderà quindi soltanto dalla porta posteriore (anche qui, chi siede davanti deve passare accanto a tutti gli altri passeggeri, vero? Ottimo modo per tenere le distanze…) mentre la centrale sarà riservata alla salita e discesa di carrozzelle e passeggini. Da domandarsi se chi spinge il passeggino potrà stare in piedi nella postazione oppure dovrà sedersi in uno dei posti “verdi” più prossimi. La carrozzina vale come tredicesimo passeggero o quattordicesimo (e quindicesimo il suo eventuale accompagnatore)? Tutte domande aperte.

Non si parla ovviamente né di bus 18 metri né di tram o metropolitana. Per la metropolitana possiamo rimandare al test fatto a Roma dove faranno entrare 30 persone al massimo ogni 3 minuti nelle stazioni con treni portati alla capienza massima di 150 persone (quando possono trasportare fino a quasi 1200 persone). A Torino il convoglio della metropolitana conta 440 posti e di conseguenza, facendo le proporzioni, verranno ridotti a massimo 40-50 passeggeri per treno. Nelle stazioni gli ingressi saranno forse contingentati a 10-15 persone ogni 3-4 minuti.

La domanda più grande resta comunque come poter gestire l’ingresso a bordo e come garantire alle persone in attesa alla fermata di poter salire sul bus, perché 13 posti si esauriscono subito. Ci saranno sicuramente autisti che per il quieto vivere chiuderanno un occhio (soprattutto su linee “calde” in quartieri “d’elite”), altri che per paura si auto-bloccheranno la porta anteriore come già oggi avviene, altri che faranno invece rispettare le regole alla lettera. Allo stesso tempo ci saranno i soliti passeggeri che si “indignano” per il mezzo affollato oppure che vorranno far applicare le regole o al contrario eluderle… di certo ben pochi stanno ragionando sul fatto che le persone in fermata potrebbero trovarsi a non essere nella condizione di poter salire su nessun bus perché già troppo affollato. Se sperano che costoro si riconvertano alla “mobilità dolce”, significa essere illusi ed ottusi, perché a fronte di una fortissima riduzione del trasporto pubblico, sarà necessario eliminare tutte le limitazioni al traffico (dalle norme su Euro1-2-3-4 fino alle ZTL), come già avviene durante gli scioperi, aprendo così le porte al ritorno dell’auto privata, con un salto temporale all’indietro di 30 anni. Curioso come le norme studiate per la salvaguardia della salute pubblica siano ora da cancellare per il medesimo motivo. Tutto questo ovviamente in via transitoria, fino all’esaurimento dell’emergenza Covid-19.

 

Quale futuro per il trasporto pubblico?

Tpl

Quale futuro per i mezzi pubblici per il prossimo futuro? Dopo l’emergenza sanitaria si sta andando verso la psicosi collettiva, questo virus non è il primo né sarà l’ultimo della storia dell’umanità eppure sono allo studio misure di contenimento e di “distanziamento” tali da rendere molte attività assolutamente controproducenti. Restando all’ambito del trasporto pubblico le misure che sono allo studio riguardano (in ordine sparso):

  • fornitura ai passeggeri di guanti e gel disinfettante
  • capienza ridotta a solo il 50% dei posti a sedere
  • obbligo di effettuazione di tutte le fermate per garantire il ricambio dell’aria
  • presenza di un secondo agente per il controllo del rispetto delle distanze e della capienza
  • app per prenotare la corsa sul mezzo pubblico e/o per conoscere l’affollamento

L’obiettivo di ridurre i picchi di carico viene perseguito anche tramite la scaglionatura delle fasce orarie di ingresso per studenti e lavoratori, l’obbligo di smart working, l’incentivazione all’uso di altri mezzi di trasporto (bici, monopattini, car sharing) e la sospensione delle limitazioni al traffico per permettere ai veicoli privati di muoversi liberamente, alleggerendo così il trasporto pubblico.

Ma quali saranno gli effetti nella pratica? Essenzialmente sarà il fallimento delle aziende di trasporto poiché i costi di gestione aumenteranno in modo spropositato (tra materiale da fornire ai passeggeri, costo del lavoro del secondo agente, sanificazioni, etc…) e gli introiti crolleranno perché le persone saranno disincentivate dall’uso degli stessi, un po’ per psicosi da fantomatici contagi, molto più comunemente nessuno andrà in fermata quando c’è un eccessivo grado di incertezza sulla possibilità di salire a bordo. Su un autobus da 12 metri urbano la capienza complessiva è di circa 100 persone, tra 20 sedute e 80 in piedi, con le nuove norme la capienza scenderebbe a 10 persone. Per muovere lo stesso numero di utenti servirebbero così 10 autobus… questi numeri fanno capire come tutto il sistema non sia sostenibile. Tutto questo porterà a un incremento del traffico e dell’inquinamento delle città e se pensiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel mondo ogni anno circa 8 milioni di decessi siano attribuibili all’inquinamento atmosferico… altro che Coronavirus!

Il problema del trasporto pubblico è condiviso anche da altre attività come i ristoranti, dove il decremento dei posti utilizzabili renderà le attività non lucrative poiché i costi di gestione (affitto, utenze, stipendi del personale…) saranno molto maggiori dei possibili ricavi.

Quindi quale futuro per i mezzi pubblici? Purtroppo nessun futuro se questa demonizzazione prosegue. Non entriamo nel merito di assurdi complotti e idee strampalate, ma è evidente che sia stato fatto molto cinema per terrorizzare le persone e far sì che accettassero supinamente limitazioni alla propria libertà. Se la “fase 2” sarà una fase transitoria di durata ragionevole (un paio di mesi), ci sono ancora margini per un ritorno alla normalità, ma se questo non avvenisse il destino è nero come una ricerca Ipsos ha evidenziato studiando i dati in Cina. Secondo questa ricerca l’uso dell’auto privata in Cina è passata dal 34% al 66%, mentre l’uso degli autobus è crollato dal 56% al 24% e i taxi dal 21% al 15%. Nessun dato sui treni (ma è plausibile un crollo significativo) mentre sul car sharing l’analisi Ipsos ne indica un possibile aumento sebbene le associazioni di categoria sembrino di opinione esattamente opposta. Interessante il dato sulle biciclette che sono rimaste invariate: chi la usava prima, continua a usarla, mentre chi prendeva i mezzi pubblici non si è spostato sulle due ruote (come pensano di illudersi in Comune) ma è passato direttamente al veicolo privato (di proprietà o con noleggio lungo).

E se tanti attribuivano lo scoppio della pandemia a una sorta di “ribellione” della natura per il maltrattamento che le abbiamo finora riservato, chissà cosa succederà in futuro tra l’inquinamento generato dal forte incremento del trasporto privato e le tonnellate di materiale monouso (per lo più in materie plastiche) che vengono usate e smaltite nell’indifferenziato se non addirittura gettate nei parcheggi e per strada fuori dai negozi.

 

Attuale gestione della rete tram

Serie 2800, Serie 6000, Tpl, Tram

L’attuale emergenza CoVid-19 ha portato un completo riassetto della gestione delle linee sia tram che bus. Tutti i turni iniziano e finiscono in deposito, si assiste quindi a un intenso traffico tranviario sui binari di raccordo verso i depositi anche in orari “inconsueti” secondo il normale servizio (un esempio è nella foto in basso con una motrice di linea 10 che è uscita dopo pranzo dal deposito Nizza e sta percorrendo il cavalcavia di corso Sommeiller).

La gestione delle linee si è suddivisa con le motrici serie 6000 e 2800, le uniche dotate di una porta anteriore utilizzabile esclusivamente dal manovratore. Le 6000 si incontrano sulle linee 3, 4 e 10 mentre le 2800 prestano servizio sulle linee 9 e 13. Le linee 15 e 16 sono gestite con autobus a causa della chiusura dell’officina del deposito San Paolo a seguito precauzionale contro la diffusione del virus. La linea storica 7, così come la Sassi-Superga sono sospese.

Emergenza CoVid-19: sul 3 tutte 6000

Linea 3, Tpl

L’emergenza CoVid-19 ha portato ad attuare varie modifiche ai veicoli in servizio, tra cui il blocco della porta anteriore, ad esclusivo uso del personale GTT. Si è partiti con gli autobus, fino ad arrivare ai tram. Con la serie 2800 e con le 6000 non c’è stato alcun problema a riservare l’uscita al tranviere, mentre la struttura delle 5000 di fatto non permette un tale intervento. Per questo motivo l’impiego di questi tram è stato ridotto al minimo indispensabile, dando priorità alle 2800 e alle 6000. Queste ultime sono apparse sul 3 e, nella giornata odierna, hanno monopolizzato la linea. Le foto sono del 25 marzo mentre bisogna tornare indietro nel tempo per trovare la giornata in cui per casualità è uscita una 6000 su un supplemento della linea 3.


Emergenza CoVid-19

Linea 15, Linea 16, Tpl, Tram



L’emergenza sanitaria attualmente in corso sta avendo ripercussioni anche sul servizio dove i passeggeri sono calati del 90%. Anche tra il personale Gtt si sono verificati dei casi e ciò ha portato alla chiusura di alcuni reparti, motivo per il quale sulle linee 15 e 16 si vedono oggi soltanto più autobus. Per il resto del servizio questo prospetto riassume più o meno i tagli effettuati al servizio. Più o meno perché ad esempio non parla -esplicitamente- del fatto che l’eliminazione della linea 52 viene sopperita dalla gestione delle linee 33 e 67 su percorsi festivi.

Da notare come buona parte delle linee eliminate (20, 21, 34, 40, 78, OB1) siano gestite da Ca.Nova e da altri vettori (66, 77, 1CH, 2CH, RV2).

Lavori sul ponte, il 67 torna all’antico

Tpl

A quindici anni dall’attuazione del PUT, il piano urbano del traffico che istituì il senso unico su corso Trieste e sul Ponte Nuovo, il 67 torna a viaggiare in entrambe le direzioni in piazza Caduti per la Libertà a causa dei lavori sul ponte che inizieranno intorno al 7 marzo e che dureranno alcuni mesi.

La nuova rete: tutto cambia perché nulla cambi

Tpl

Nella giornata di ieri, 18 febbraio, la conferenza stampa del Comune di Torino e di Gtt ha presentato la rivoluzione della rete di trasporto. Nelle parole si sottolinea molto come sia necessaria questa riforma dopo 38 anni dalla rete ’82 benché nei fatti si ritorna proprio ai percorsi e ai concetti di quegli anni. Primo su tutti, la categorizzazione delle linee: linee di forza con colore magenta (un tempo verdi e blu), linee di completamento azzurre (un tempo rosse) e linee di estensione verdi (un tempo gialle).

L’immagine in alto proviene dalla sezione torinese del giornale Repubblica e presenta le linee di forza: salvo la linea 8 che andrà a sostituire il 18, il resto della rete è praticamente identico. Si nota il taglio del 62 in piazza Stampalia e l’estensione del 5 in corso XI Febbraio. C’è un errore con la linea 55, che non si chiamerà più tale (diventerà 25), ma i capilinea resteranno immutati salvo un ritorno al percorso anni ’80 in zona Santa Rita. Qualche cambiamento in più sulle linee di completamento, ma nulla di trascendentale. Tra gli interventi più interessanti c’è l’estensione di una linea bus fino davanti all’Ikea di Collegno. Spariranno tutti gli speciali stabilimenti, oramai anacronistici mentre le linee scolastiche sembrano non essere state considerate. Anche la rete NightBuster è destinata a cambiare radicalmente. Infine la rete festiva: sarà identica a quella feriale… così dicono…

Per l’aspetto tram, ovvero ciò di cui si occupa questo sito, i cambiamenti saranno nulli. E’ previsto il ritorno in via Massari del 10 mentre con la trasformazione del 18 in 8, si pone una fine definitiva alla linea 18 tram. In prospettiva di medio termine (2023), però, si parla di un grande ritorno, ovvero quello della linea 12 tram sul tratto tra via Amati e corso Lepanto.

Come Penelope: di giorno si fa, di notte si disfa.

Tpl

La riduzione delle fermate è durata in alcuni casi 2 notti. Da oggi sono ripristinate:

  • n.3445 / Sabotino in C.so Peschiera dopo P.za Sabotino (anche per le linee bus 33 – 33 festiva – 42 – Night Buster)
  • n.3447 / Sabotino in C.so Peschiera / P.za Sabotino (anche per le linee 15 – 33 – 33 festiva – 42 – Night Buster)
  • n.632 / Della Rocca in C.so Vittorio Emanuele / C.so Cairoli (anche per le linee bus 33 Fest. – 52)

Quest’ultima fermata è situata prima di una svolta “delicata” che è regolata da apposito semaforo (in foto un tram in svolta). La fase semaforica per il tram è una sola e segue il rosso dell’asse di corso Vittorio Emanuele II. Quindi il tram se arriva con il rosso deve attendere tutto il ciclo di verde del corso prima di vedersi il via libera. Se arriva che è già verde, dipende da quanto tempo è passato. Se è appena scattato, riesce ad ottenere la sua fase appena diventa rosso, altrimenti deve attendere il ciclo successivo composto da: verde per l’asse di corso Vittorio Emanuele II in entrambe le direzioni; rosso direzione centro e accensione del verde per la svolta verso corso Cairoli; rosso del semaforo attestato al pedonale; rosso anche della svolta; barra di svolta per il tram.
Durante questa sosta il 16 può tranquillamente effettuare la fermata dove comunque c’è sempre poca gente, quindi i tempi di incarrozzamento sono minimi: per questo motivo togliere quella fermata poteva essere sensato ma non da nessun vantaggio in termini di tempo alla marcia del tram.

Vedremo se nei prossimi giorni ci saranno altri cambi di rotta.

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