Valentina II torna in deposito

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Dopo circa 10 mesi di inabissamento nel fiume Po, dopo una settimana di lavoro, il battello Valentina II torna in secca e viene trasferito all’interno del comprensorio Novara dove resterà fino a quando non sarà presa la decisione sul suo futuro. In basso un video della Stampa in cui si ripercorre il viaggio dalla diga del Pascolo fino al deposito degli autobus.

http://www.lastampa.it/2017/09/12/multimedia/cronaca/finisce-lodissea-di-valentina-Ct8Ym5Eyembj37kEMbhDvI/pagina.html

Si recupera Valentina II

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Si è atteso il minimo livello del fiume Po, aiutato dalla grande siccità di questa estate, per intervenire nel recupero del battello Valentina, affondato il 26 novembre 2016 e incagliato prima della diga del Pascolo. E’ stata montata nell’area del complesso Iren, un’enorme gru per poter sollevare e mettere in secca il battello. Successivamente si è aperta la diga che ha fatto calare il livello delle acque di un paio di metri, rendendo il fiume quasi guadabile a piedi.

Lunedì 5 settembre si è provveduto ad un primo tentativo di recupero, tentativo che è riuscito solo a metà, come si può vedere in questo filmato:

http://www.lastampa.it/2017/09/05/multimedia/cronaca/fallito-il-primo-tentativo-di-recuperare-il-battello-valentina-StsHMpPZ6vYBxeaMLOzy4O/pagina.html

La barca è stata sollevata e rigirata, mostrando uno stato di conservazione delle strutture meno peggiore del previsto, però anche rimessa in acqua nel verso giusto, non è in grado di galleggiare e si è adagiata sul fondo sabbioso.

https://video.repubblica.it/edizione/torino/continua-l-odissea-di-valentina-le-gru-la-girano-ma-il-battello-sprofonda/283918/284529?ref=tblf

Il giorno successivo, il 6 settembre, la barca è stata imbragata e spostata in un punto più sicuro, in vista delle operazioni di svuotamento dal limo che anticiperanno l’operazione di trasporto verso l’autostazione Dora, dove sarà rimessato a fianco dello sventurato compagno di avventure.

https://video.repubblica.it/edizione/torino/valentina-riemerge-dal-po-e-trova-un-approdo-sicuro-alla-diga-del-pascolo/283979/284592

 

Valentino II nell’autostazione Dora

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In pochi conoscono il nome ufficiale dell’autostazione degli autobus extraurbani in via Fiochetto: il nome è “autostazione Dora”. Tutti però la indicano impropriamente come “il Fiochetto”… forse adesso che il deposito ospita anche il battello Valentino II, il nome che richiama il vicino fiume potrebbe essere maggiormente ricordato. La barca, trasferita nella notte tra l’8 e 9 febbraio scorso, si trova adesso su dei cavalletti, in attesa delle riparazioni. Il ritorno sul fiume sarà alquanto lungo dato che devono essere ripristinati anche tutti gli imbarchi, completamente danneggati dalla piena del fiume.

Numerose polemiche sono sorte a seguito del naufragio di Valentino II e Valentina II, causato dai detriti dell’onda di piena, gli stessi che hanno rovesciato la barca Genna all’altezza del ponte Isabella. Benché la barca in oggetto sia tutt’ora affondata nel suo attracco, nessun fascicolo per naufragio colposo è stato aperto a carico di alcuno, a differenza di quanto successo per i battelli Gtt: eppure entrambe le vicende hanno molte analogie! Rimandiamo al reportage odierno de La Stampa, sulle condizioni del fiume Po a tre mesi dall’alluvione. In basso altre due immagini del battello Valentino II, rimessato nel deposito di via Fiochetto.

La barca blu nel deposito dei bus blu

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Nel corso della giornata di ieri, 8 febbraio, si sono svolte le operazioni di recupero dell’imbarcazione Valentino II, danneggiata dall’alluvione dello scorso novembre e attraccata a fianco del ponte della Gran Madre, sotto sequestro, per tutta la durata delle indagini.
Con il vincolo del sequestro, Gtt non era autorizzata ad effettuare alcun intervento sull’imbarcazione. Le indagini stanno cercando di capire se ci sono delle responsabilità, l’ipotesi di reato è quella di naufragio colposo. Le barche furono trascinate via dalla corrente dopo che un’isola di detriti, composta da alberi e altri rottami spinti dal fiume, irruppe contro l’imbarco dei Murazzi, distruggendolo. Dopo il primo schianto contro il ponte della Gran Madre, le operazioni di salvataggio portarono all’inabissamento di uno dei due battelli (Valentina II).
La barca, messa in secca, è stata trasferita nella nottata presso l’autostazione Dora, ovvero il deposito degli autobus “blu” di via Fiochetto. Qui il battello sarà esaminato e, se i danni non richiedono particolari attrezzature, riparato. Il problema principale resta quello dell’imbarco dei Murazzi: alla luce dei fatti, per quanto siano stati eccezionali, sarà sempre più probabile che si ripetano vista la gestione del fiume (dal 1994 mai più dragato il fondo, alveo pulito in modo molto superficiale, mancata rimozione dei detriti delle alluvioni… se le alghe d’estate arrivano alla superficie è perché il fondo del Po è molto alto); diventa quindi molto difficile trovare qualcuno che si assuma la responsabilità della creazione del nuovo imbarco. Tutto questo, senza contare la completa mancanza di fondi, che complica ulteriormente la vicenda.

Navigazione sul Po: the day after

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Secondo giorno di sole su Torino, il Po è rientrato nel suo letto e lentamente si cerca di tornare alla normalità. Domenica mattina l’imbarco dei Murazzi appare come un campo di battaglia con piante sdradicate, pesanti vasi divelti, lampioni abbattuti e il chiosco che sembra essere stato devastato da una esplosione, tutto circondato da fango ancora bagnato.

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Il battello superstite  si trova non molto lontano, legato da corde a due passi dal ponte Vittorio Emanuele I: apparentemente i danni sembrano limitati a qualche vetro rotto e sarebbe bello fosse così. Dovrà certamente essere tirato fuori dall’acqua per un esame approfondito ed una revisione delle componenti più delicate. Una squadra di vigilantes sorveglia 24 ore su 24 le funi attaccate alle zavorre provvisorie, posate dalle gru nella giornata di venerdì durante le operazioni di recupero.

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Più triste è la situazione di Valentina II: la chiglia emerge dalle acque a pochi passi dallo sbarramento del Pascolo, poco a valle della confluenza di Stura e Po. Risulta essere arenata in modo stabile. Chissà quando verrà recuperata…
Nel frattempo emergono dettagli sulle fasi concitate del tentato recupero: nel momento in cui l’acqua cerca di rovesciare il battello, le catene cui è ancorata, sono fissate sui camion e solo la loro rottura ha evitato alle gru di essere anch’esse trascinate in acqua.

valentina2

C’è anche un’intervista al dirigente della comunicazione e dei servizi turistici di Gtt, Claudio De Consoli, insieme alle riprese delle operazioni dei vigili del fuoco che hanno posizionato dei palloni segnalatori sulla chiglia della barca: http://www.lastampa.it/2016/11/27/multimedia/cronaca/il-ritornodi-valentina-6KpHNWfl9f2zWQU6mMC9zM/pagina.html
Bisogna puntualizzare che il recupero del battello non è un’opzione facoltativa ma un obbligo, che se non è rispettato, potrebbe portare a sanzioni per inquinamento delle acque a seguito di abbandono di rifiuto.

Addio Valentina II

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Proprio nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ironia del caso, tocca a Valentina II la sorte peggiore nel disastro avvenuto sul Po a Torino. I battelli erano stati ormeggiati con tutte le sicurezze previste ma nessuno si aspettava un livello delle acque -a Torino- di ben 6 metri, una quantità d’acqua superiore all’alluvione del 2000.

alluvione2016
Questa la situazione degli imbarchi nella mattinata del 25 novembre (foto Mihai Bursuc), con l’acqua che ha quasi interamente sommerso il chiosco della biglietteria. La potenza dell’acqua, sommata allo scontro con detriti, ha provocato la rottura degli ormeggi delle barche e il loro schianto contro l’arcata del ponte Vittorio Emanuele I. Prima di rompere gli ormeggi, le barche si sono trascinate per alcuni metri le pesanti zavorre adagiate nel letto del fiume a cui erano ancorate. Lo schianto, immortalato in diretta da un video del TGR Piemonte aveva seriamente danneggiato Valentina II, incastrata tra l’altro battello e il ponte, non solo aveva subito danni alla struttura ma aveva anche imbarcato acqua, mentre più contenuti erano i danni a Valentino II.

Foto LaPresse - Marco Alpozzi

Verso l’ora di pranzo sono arrivate le potenti gru che avrebbero dovuto recuperare i due battelli, costruiti nel 2011 nei cantieri nautici Vemar Industria s.r.l. di La Spezia su progetto studio Ruggiero S.r.l. Le operazioni però non vanno a buon fine perché dopo aver spostato Valentino II, la furia delle acque si è potuta accanire senza più nessuna protezione proprio contro la povera Valentina II che ha continuato ad imbarcare acqua fino a rovesciarsi.

batteligru

Una volta rovesciata la barca, questa è potuta passare sotto le basse arcata del ponte della Gran Madre ed essere trascinata a valle dalla corrente, superando senza ulteriori danni il ponte di corso Regina Margherita, la passerella pedonale di piazza Chiaves e il ponte Sassi fino ad arrivare alla diga del Pascolo, alla confluenza tra Stura e Po dove si è adagiata sul fondale basso e dove resterà fino al suo recupero.

valentina2capovolta

Inutile sottolineare i numerosi dibattiti seguiti alla vicenda, con il proliferarsi di esperti marinai, ingegneri delle acque e provetti addetti al recupero di barche alla deriva… sono state aperte diverse inchieste, sia interne a Gtt che esterne, per accertare le cause e capire eventuali responsabilità. Non è la prima alluvione che mette a rischio i battelli ma finora tutto aveva retto l’impatto delle acque. Ma a tutto c’è sempre una prima volta. Qui in basso una piccola carrellata di esondazioni del Po viste all’imbarco dei Murazzi:

1992
alluvione1992
2010

2011
alluvione2011
2014
esondazione2014

 

Valentino II resta vedovo

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Le operazioni di recupero dei battelli non vanno secondo il verso giusto e una delle due imbarcazioni, Valentina II, si è rovesciata e ha superato il ponte di piazza Vittorio Veneto, andando alla deriva fino alla diga del pascolo a San Mauro.

Qui le due maxi gru in azione:

Su Repubblica.it invece il video del drammatico momento in cui la barca si rovescia e viene trascinata dalla corrente:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/11/25/news/fallito_il_recupero_nel_po_uno_dei_battelli_affonda_e_va_alla_deriva-152798282/

Questo invece il video, più lungo, su LaStampa.it

http://www.lastampa.it/2016/11/25/multimedia/cronaca/a-torino-fallisce-il-recupero-dei-battelli-trasportati-dalla-corrente-del-po-in-piena-yeySepMJz7gr1PrSGeweBJ/pagina.html

Allerta meteo: danneggiati i battelli Gtt

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Dall’account Twitter del TG Regionale: i battelli ValentinoII e ValentinaII rompono gli ormeggi e vanno alla deriva fino contro il ponte della Gran Madre:

Sassi-Superga chiuderà il mercoledì

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A partire dal mese di novembre la Sassi-Superga sposta il suo giorno di chiusura al mercoledì. Era da tempo immemore che la chiusura fosse nella giornata di martedì, ma lo spostamento del giorno di chiusura del Museo Nazionale del Cinema e dell’ascensore panoramico della Mole dal lunedì proprio al martedì, ha obbligato Gtt a cambiare la data della chiusura settimanale della cremagliera.

Così il lunedì si avrà entrambe le attrazioni aperte, martedì chiuderà la Mole e mercoledì chiuderà la linea Sassi-Superga.

Aria di rinnovamento per il Ristocolor

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2841b

Sono trascorsi 13 anni dal lontano 2002, quando la motrice 2841 fu convertita nel secondo tram ristorante (il primo era la motrice 2758) della storia Atm (Gtt non esisteva ancora). I servizi sono stati tantissimi, migliaia di passeggeri/ospiti hanno potuto cenare o prendere un aperitivo a bordo di questo inusuale ristorante. Come tutte le cose, l’usura e il tempo sono nemici che pian piano consumano e danneggiano ed il Ristocolor non ne è rimasto esente: per questo motivo partiranno a breve dei lavori che ristruttureranno la cucina e gli interni della vettura. Per il momento non sono ancora trapelate informazioni in merito alle tempistiche, ma è probabile che i lavori possano durare alcune settimane.

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