Addio 2810

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Purtroppo non ce l’ha fatta. La 2810 protagonista dell’incidente del settembre 2016 non sarà rimessa a posto. Dopo un anno abbondante di permanenza nel settore “grandi urti” dell’officina centrale, il tram ha lasciato il suo posto alla 2874 dell’incidente di via Pietro Micca. La cassa anteriore ha subito un danno troppo pesante dopo lo scontro con il bus turistico che non era economicamente sostenibile una sua riparazione. E’ un peccato perché la cassa posteriore è integra ma non trattandosi di una motrice con cabina modificata, il suo recupero è sempre stato molto improbabile. Attualmente il tram è in officina per il recupero di tutte le componenti interne.

Un 13 poco fortunato

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Via Pietro Micca, ore 12.30 circa di mercoledì 8 novembre, un tram della linea 13 diretto verso Porta Susa si scontra contro un’altra motrice della stessa linea diretta verso la Gran Madre e la fa deragliare. L’impatto avviene lateralmente e per fortuna la forza viene smorzata molto ma non abbastanza da non far deragliare i due tram. I danni sono principalmente ai due carrelli anteriori che si sono agganciati tra loro e hanno ruotato per oltre 90 gradi, spezzando cablaggi e tiranterie.


La redazione di Tramditorino.it non intende sostituirsi alla commissione interna che cercherà di capire le cause dell’incidente e quanto seguirà è esclusivamente un “pour parler” privo di alcuna ufficialità. Come già avvenuto in altre situazioni non si intende giungere a conclusioni ma esclusivamente esaminare i dati in modo oggettivo. Trattandosi di uno scambio a radiofrequenza, rimandiamo alla relativa pagina dove si descrive il funzionamento del sistema. Fondamentalmente il tram ha impegnato lo scambio senza che il conducente se ne rendesse conto per tempo. Malfunzionamento oppure errore umano? Certo è che lo scambio si è azionato correttamente per la deviata a sinistra (notare la lanterna dello scambio che è stata evidenziata) e che il tram si è fermato una decina di metri dopo le lingue (il carrello centrale è sulle lingue), segno di una velocità leggermente maggiore del dovuto oppure di una distrazione del tranviere o riflessi meno pronti. Sulla linea lo scambio precedente che il 13 impegna è quello di via Po angolo piazza Castello in deviata sinistra: una dimenticanza?

I danni ai tram sono gravi ma non esagerati. Come detto la forza di impatto si è smorzata per l’angolo di incidenza che è stato molto lontano dai 90 gradi (dove si hanno i danni peggiori) e il punto di impatto è stato all’altezza del primo carrello. Sulla 2874 è stato danneggiato anche il secondo asse mentre sulla 5052 sono state strappate tutte le tubature e i contatti elettrici. E’ andata bene che non ci siano stati corti circuiti elettrici né principi di incendi, segno del corretto funzionamento di tutti i sistemi di sicurezza. Resta questo incidente come monito per tutti i tranvieri sulla delicatezza degli scambi e sulla necessità di procedere sempre con le massime cautele perché il tram non perdona gli errori.

Bus elettrici, che colpo!

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I primi giorni di servizio dei nuovi bus elettrici sono stati alquanto sfortunati e turbolenti, si sono riscontrati piccoli difetti di gioventù, soprattutto nelle porte anche se per uno di essi, la 34E, i problemi sono stati ben diversi.


Il 10 ottobre la 34E sta per ripartire dal capolinea della linea 6 di piazza Carlo Felice e quando lo fa, si scontra con un furgone dell’assistenza tecnica Gtt che a sua volta viene spinto contro altre due autovetture. Per fortuna i danni sono contenuti a semplici ammaccatture sui mezzi e i sospetti ricadono su un possibile errore del conducente del bus che -magari preso dal panico- ha accelerato invece che frenare.

Passa una settimana e in via Accademia Albertina avviene un nuovo urto. Protagonista la 41E e un’autovettura privata che ha mancato la precedenza in uno dei punti in cui avvengono più incidenti: via dei Mille. Questo incidente non è imputabile a nessun problema tecnico salvo la distrazione dell’automobilista che non ha né visto, né sentito l’arrivo del bus. L’urto ha però sollevato il problema dell’eccessiva silenziosità dei nuovi bus elettrici: non si è mai contenti! Se sono troppo rumorosi, ci si lamenta, se sono troppo silenziosi, anche…


20 ottobre, sera. Sempre in via Accademia Albertina riecco la nostra 34E che sta tornando in deposito dopo la giornata svolta in servizio sul 6. All’altezza di piazzale Valdo Fusi arriva lunga e tampona l’autobus che si era fermato al semaforo rosso. Errore umano o c’è qualche altro difetto nel veicolo? Un semplice caso oppure un evento raro come il tamponamento può avvenire due volte nell’arco di 10 giorni con il medesimo autobus? Tutte domande a cui i tecnici del full-service dovranno rispondere. Ricordiamo che i bus sono stati acquistati con una garanzia full-service di ben 10 anni, questo significa che metterà mano al mezzo solo personale scelto dalla casa produttrice, la BYD.


Un weekend di fuochi per San Giovanni

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Il weekend appena trascorso si è caratterizzato per i fuochi di San Giovanni. Ma non parliamo dei giochi pirotecnici, ma dell’ecatombe di mezzi distrutti dalle fiamme. Si è partiti il 24 con un bus della linea 56, la matricola 2323, dal cui parte alta del tetto sono scaturite le fiamme che hanno gravemente danneggiato il veicolo (foto in basso), seguito poi dai tre furgoni dei paninari poco prima dello spettacolo pirotecnico e per chiudere il weekend, domenica 25, l’autosnodato 783 in servizio sul 18 che in via Bologna è stato distrutto dalle fiamme (foto in alto). Per fortuna che il weekend è passato!

Sono così 6 i bus distrutti dalle fiamme in questo 2017: l’11 gennaio scorso la 768 sullla linea 1 in via Genova, la 1084 il 2 aprile sulla linea 2, il 19 aprile la 2733 vicino un’officina esterna, il 31 maggio la 3042 sul 56 in via Micca e infine il 24 giugno la 2323 e il 25 giugno la 783. Praticamente una media di uno al mese!

Un altro autosnodato in meno

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Dopo l’incendio della 768 sulla linea 35, dello scorso 2 ottobre, un altro autosnodato passa oggi a miglior vita. La 1084, Cityclass CNG 18 metri del 2004, ha preso fuoco in servizio sulla linea 2 in corso Agnelli, di fronte a Mirafiori. I passeggeri e l’autista sono evacuati in tempo senza registrare alcun ferito mentre il bus veniva divorato dalle fiamme che distruggevano tutta la parte posteriore del veicolo. I danni sono piuttosto ingenti, il recupero del veicolo è molto improbabile. Più facile che le parti non danneggiate servano come ricambi per i veicoli ancora in servizio. Foto Edoardo Sismondi.

 

Incidente su linea 16: un po’ di chiarezza

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Ieri sera, intorno alle ore 20, un tram della linea 16 circolare sinistra, diretto in piazza Sabotino, percorrendo il binario di corso Tassoni impegna per errore la curva che svolta in via Cibrario ed impatta contro la fiancata di un autobus gran turismo delle Ferrovie del Gargano che viaggiava parallelo al tram. L’impatto, benché violento, non sprigiona eccessiva forza in quanto l’angolo di incidenza è basso ed i danni rimangono abbastanza contenuti (se proporzionati alle potenziali forze in gioco). I due conducenti ed un passeggero necessitano delle cure del vicino ospedale Maria Vittoria, ma senza particolari conseguenze, per fortuna. Il tram, colpendo l’autobus, deraglia con il carrello anteriore e saranno necessarie diverse ore di lavoro dei tecnici Gtt per rimetterlo sui binari.

La cosa che tutti vorrebbero sapere è quale causa ha portato all’incidente. Un’indagine interna di Gtt è già stata avviata e la redazione di Tramditorino.it non intende seguire le orme di chi, poco conoscitore della materia, giunge a facili conclusioni. Per contro desideriamo far capire come funziona il sistema e quindi diamo solo gli strumenti per potersi fare un’idea di quanto potrebbe essere successo.

Innanzitutto bisogna sapere come funziona uno scambio tranviario: http://www.tramditorino.it/scambiorf.htm

Lette con attenzione tutte le pagine dedicate allo scambio, basta osservare con attenzione le fotografie presenti in alto (che abbiamo citato dal sito diarioditorino.it) e osservando la posizione del tram, risulta facile da immaginare la causa diretta dell’incidente.

Se avete qualche dubbio su un eventuale malfunzionamento dello scambio, tornate a leggere questo articolo del 2014: http://www.tramditorino.it/voci/una-direzione-per-volta/ e confrontate la posizione del tram di allora con quello di ieri.

Ora è impossibile non aver un’idea di qual è stata la causa diretta e risulta evidente che il fattore umano ha avuto un ruolo importante in questa situazione.

Il discorso muta completamente solo se il tram doveva girare a sinistra (per una deviazione imposta dalla centrale): in tal caso se la svolta è avvenuta con la fase semaforica dedicata, sarebbe l’autobus ad aver attraversato l’incrocio con il semaforo posto al rosso e in tal caso il tram avrebbe esclusivamente ragione.

Ritorni inaspettati

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19 marzo 2015, 5.15 di mattina. Un bus della linea 66 sta percorrendo via Crea quando un’automobile taglia la strada a tutta velocità al bus, in una manovra di sorpasso, provocandone l’uscita di strada e la fine della corsa contro una pianta. Fortunatamente nessun grave danno alle persone (a bordo c’è solo l’autista), ma l’autobus riporta pesanti danni nella parte anteriore.
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Due mesi dopo, il 17 maggio 2015, il mezzo viene trainato via dal deposito Nizza alla volta di un’officina esterna.
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Nel gennaio 2016, a oltre 7 mesi dall’arrivo nell’officina di Balangero (!) il bus, la 1246, si trova in queste condizioni:
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Il muso è completamente stato rimosso e, considerati i costi, l’età e la tipologia di veicolo (un poco utile suburbano a due porte), non si prospetta nessun futuro, anche perché corrono voci di un probabile accantonamento per demolizione.
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La svolta però si ha a metà agosto 2016 quando la 1246 viene ritrovata, completamente integra, tra i veicoli accantonati nel deposito Gerbido. Curioso è il fatto che l’indicatore di linea sia ancora bloccato sulla linea 66 diretta a p.le Marco Aurelio. Nel corso degli oltre 16 mesi di assenza, la linea 66 ha modificato la sua destinazione, abbandonando Madonna del Pilone in favore di piazza Hermada.

Tutto fumo e niente arrosto su linea 57

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Oggi pomeriggio, intorno alle 15.30, al capolinea di San Mauro un autobus della linea 57 (matricola 792) ha preso fuoco ed è andato completamente distrutto. Le fiamme si sono sprigionate dal vano motore, come documentato dalle immagini pervenute alla nostra redazione ed hanno avvolto l’intero veicolo che, dopo l’intervento dei vigili del fuoco, si presentava completamente devastato ed in condizioni non più recuperabili (ultima immagine). Emblematica la palina di fermata che sembra essere uscita da un quadro di De Chirico. Sono in corso indagini per capire la causa dell’incendio.

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Deraglia il 6 in corso Regina Margherita. Foto esclusive dall’alto!

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Sono quasi le ore 18 quando una motrice di linea 6, subito dopo aver effettuato la fermata “Giardini Reali” posta in corso Regina Margherita, dirigendosi verso via Denina è sviato all’altezza del secondo carrello. Il tram non procede a particolare velocità e si ferma dopo pochi metri senza causare alcun danno né ai passeggeri né agli altri utenti della strada.

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Il binario è rettilineo e il carrello sviato è il secondo, due aspetti che, insieme, rendono l’incidente quasi impossibile. Eppure le indagini di Gtt dovranno chiarire la dinamica e capire come è stato possibile che accadesse.
Dopo 2 ore e tre quarti di lavoro, il tram viene riportato sui binari e trainato in deposito, lasciando alle sue spalle diversi metri di cordolo danneggiato.

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E’ il quarto deragliamento della linea 6 nei pochi mesi di vita: il più grave e spettacolare è senza dubbio quello dello scorso 5 luglio con il deragliamento di una motrice in corso Regina Margherita angolo via Denina, seguito poco tempo dopo (il 21 luglio) da un cordolo, sempre nello stesso punto di corso Regina Margherita, che provocò l’uscita dai binari di un’altra motrice di linea 6. Ultimo incidente, un lieve deragliamento in piazza Statuto, poco dopo il capolinea. Nel medesimo periodo sul resto della rete si segnala un unico deragliamento, su linea 4 in corso Unione Sovietica il 18 novembre 2015: la sorte si è pesantemente accanita contro la linea 6 in corso Regina Margherita angolo via Denina (tre deragliamenti su quattro, per cause completamente diverse, sono avvenuti nei pressi di questo incrocio).

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico

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E’ sabato sera, nell’arco di un paio di ore due differenti episodi dimostrano come il rilascio delle patenti sia una semplice formalità, difficilmente negata a qualcuno. Alle ore 20 una Punto percorre  corso Belgio a cavallo tra la corsia preferenziale e quella per il trasporto privato: nessun problema finché ci sono le chiodature mentre diventa più difficoltoso quando si supera l’incrocio con via Ricasoli dove alla striscia di vernice si sostituite il cordolo in pietra. Qui l’automobile gratta il pianale e, dopo molti metri, si incastra, bloccando in un sol colpo il 3 e il 15. Il primo viene limitato al Rondò Rivella mentre il 15 viene fermato in piazza Gran Madre. E’ un bel problema che si riuscirà a risolvere dopo oltre un’ora.

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Ripristinati con fatica i disservizi causati dal primo automobilista “distratto”, la serata sembra proseguire calma, ma verso l’1 di notte ecco che un’altra Punto ricalca le orme della “cugina”, incastrandosi a cavallo del cordolo. I danni al veicolo sono maggiori (l’asfalto si riempie di olio riversato dalla coppa dell’automobile) e di nuovo le linee 3 e 15 sono bloccate.
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Gli errori capitano, ma dovrebbero essere situazioni anomale mentre sembra che stia diventando la normalità. Per la cronaca, nell’incrocio a 50 metri dal luogo del doppio incidente, un altro sinistro ha causato danni molto più gravi alle persone. Verso le ore 13 di domenica 28 lo scontro di due automobili in via Fontanesi angolo via Ricasoli ha provocato l’invasione del marciapiede e l’investimento di tre persone (un nonno con i due nipotini) che in quel punto camminavano tranquilli. E’ evidente che oramai la patente non la si nega proprio più a nessuno.

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