Quasi tutto pronto per i nuovi elettrici

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E’ sbarcato a Rotterdam, via nave dalla Cina, il primo bus elettrico BYD per Torino. A circa un anno dalle prime apparizioni sulle strade di Torino, il nuovo mezzo elettrico è prossimo a fare la sua apparizione. Il lotto, composto in origine da 16 veicoli, è cresciuto a 20 unità (saranno numerate E30-E49). Da Rotterdam il bus prenderà la strada del Cuneese, infatti sarà portato a Villafranca Piemonte in una ditta che si occuperà della manutenzione in garanzia, subaffidata dal costruttore. Nel Cuneese saranno applicate alcune apparecchiature prima di spedire i mezzi a Torino, dove dovrebbero effettuare test su diverse linee della città (si parla di inizio luglio). Data l’autonomia dichiarata di 300 Km, è probabile che non sia necessario costruire stazioni di ricarica induttiva ai capilinea. I mezzi sono totalmente bianchi in vista di possibili pellicolature ad hoc, gli interni invece si caratterizzano per un pianale marrone e sedili verdi.
Nel frattempo al Gerbido e al Tortona si sta lavorando per costruire o ampliare le postazioni per la ricarica dei bus elettrici da 12 metri. In basso due immagini del cantiere al Gerbido.

Non resta quindi che attendere l’arrivo di questi “giocattoloni” da oltre 300.000 Euro di valore!

Sperimentazione su linee 19 e 30… ma è un deja-vu?

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L’assessore La Pietra annuncia che presto partirà la sperimentazione sulle linee 19 e 30, oltre ad altre quaranta (?!?) linee minori suburbane, in cui sarà obbligatorio salire dalla porta anteriore affinché l’autista possa controllare anche i biglietti, come avviene in alcune realtà all’estero.

Alt, un momento. Abbiamo un senso di deja-vu. Torniamo indietro al 15 marzo 2011, su Repubblica.it veniva pubblicato il seguente articolo:

Il bus cambia le regole per frenare i portoghesi
Esperimento su due linee: si potrà salire solo dalla porta anteriore e sarà possibile fare il biglietto anche sul mezzo pagando un piccolo sovrapprezzo

Biglietti a bordo e salita sui bus solo davanti, passando accanto agli autisti, per ridurre i “furbetti” che non vogliono propri pagare il ticket. Si proverà anche a Torino un sistema usato in molte città europee per combattere i portoghesi. Il progetto, proposto da Gtt e caro all’amministratore delegato Roberto Barbieri, viene discusso nella riunione della giunta di oggi.
Dopo il ritorno dei bigliettai sulla linea 4 (la gara per far partire il nuovo servizio è già stata lanciata dall’ex municipalizzata) ora Gtt prova a cambiare una vecchia consuetudine, quella che sui mezzi pubblici torinesi si possa salire sia dalla porta in coda sia dalla porta anteriore del bus. Il progetto al momento è sperimentale e riguarda le linee 19 e 30.
I passeggeri saranno obbligati a prendere il bus usando solo la salita anteriore, passando accanto all’autista. Non solo. Sui pullman saranno inseriti distributori automatici di biglietti. Per i portoghesi non ci saranno più scuse. Anche chi non è riuscito ad acquistare il ticket prima potrà comprarlo sul mezzo con un piccolo sovrapprezzo.
L’azienda guidata da Barbieri con il cosiddetto «incarrozzamento anteriore» conta di ridurre ancora il fenomeno dell’evasione, dando un servizio in più ai torinesi con le nuove macchinette automatiche. E il sistema, dopo la sperimentazione di questi mesi, verrà esteso progressivamente a tutte le altre linee. Rischio che si formino code alle fermate con i passeggeri costretti a salire solo da una porta. All’ex municipalizzata assicurano che non si saranno problemi e allungamenti dei tempi di passaggio dei bus.
(15 marzo 2011)

Ogni commento è superfluo.

Un’eterna barzelletta: soldi per nuovi tram

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E’ del 10 marzo l’ultimo capitolo dell’oramai eterna barzelletta sull’acquisto di nuovi tram. Dopo i comunicati stampa della Regione Piemonte e del Comune di Torino del 2008 e poi ancora nel 2011, ribaditi ulteriormente nel 2015, ecco il comunicato stampa Gtt:

Dieci nuovi tram entreranno in servizio a Torino a seguito dell’investimento messo a disposizione dalla Regione Piemonte su fondi del Ministero dei Trasporti. Il totale dell’investimento è pari a circa 27 milioni che saranno coperti in confinanziamento tra la Regione stessa e Gtt. Ognuna delle parti contribuirà quindi per circa 13,5 milioni.
A questo scopo, nel CdA Gtt di lunedì prossimo sarà discussa una delibera per l’avvio di una gara vincolata al reperimento dei fondi.
I nuovi mezzi saranno monodirezionali, dovranno avere una lunghezza di poco superiore ai 25 metri e dovranno essere in grado di trasportare circa 150 passeggeri.

Riepiloghiamo le puntate precedenti:

  • 7 aprile 2008: la Regione Piemonte delibera lo stanziamento di 23 milioni di Euro per l’acquisto di 11 nuovi tram
  • 29 dicembre 2008: il Comune si aggrega alla spesa della Regione, mettendo da parte quasi 8 milioni di Euro. I tram salgono a 16 da 34 metri e 9 da 25 metri.
  • febbraio 2011: Gtt ribadisce l’intenzione di acquistare 13 (?) nuovi tram tra il 2012 e il 2013
  • 8 maggio 2015: spinti dall’entusiamo della visita del ministro Delrio a Torino, il Comune chiede il finanziamento di 150 milioni per poter acquistare 55 nuovi tram.
  • 10 marzo 2017: 27 milioni richiesti al ministero dei trasporti per 10 nuovi tram da 25 metri

Risulta ben evidente che il valore di questo comunicato stampa è prossimo alla fuffa della migliore qualità. Dopo quasi 10 anni di delibere, stanziamenti e intenzioni, la credibilità è esaurita. L’ultima delibera effettivamente realizzata è la 2003/2707/24 del 6 maggio 2003, con cui si pagavano le motrici Cityway della linea 4. L’augurio è che i fatti possano sbugiardare questi dubbi, ma come soleva dire Giulio Andreotti: “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Secondo Gtt a breve sarà aperto un bando per l’acquisto dei tram ed essi si potranno vedere in servizio tra non meno di 2-3 anni. Sarà vero?

Attivata la priorità semaforica per la linea 16

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Stando a un comunicato stampa del Comune di Torino, da alcuni giorni sarebbe attiva la priorità semaforica per la linea 16 sugli impianti semaforici di corso San Maurizio, corso Regina Margherita, corso Tassoni, corso Peschiera/Einaudi e corso Massimo D’Azeglio. Su indicazione dell’Assessorato alla Viabilità, 5T avrebbe modificato i parametri di funzionamento dei sopracitati semafori, rendendo più probabile al tram di trovare il semaforo verde. L’intervento, sottolinea il comune, non ha necessitato alcun intervento strutturale e colpevolizza le precedenti amministrazioni di non aver volutamente agito in ottica di privilegiare il trasporto pubblico.
Si è stimato in circa 5 minuti il guadagno nei tempi di percorrenza che scenderebbero dagli attuali 50 a 45, ovvero con un risparmio del 10% circa. L’Assessore La Pietra ha già anticipato che tali interventi saranno estesi anche alla linea 15 e alle principali linee di autobus.
Lodevole qualunque intervento per privilegiare il servizio tranviario e la Redazione avrà cura di esaminare sul campo l’effettiva efficacia di queste modifiche e quando saranno raccolti sufficienti dati, si relazionerà in merito.

In prestito due bus ad Alessandria

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Gli utenti della linea 19 avranno recentemente notato, oltre a tempi di attesa molto più lunghi (dagli orari sembrano quelli di Agosto), il “rinnovo” del parco veicoli utilizzati sulla linea e la sparizione dei vecchi Iveco 591… i bus non sono stati per nulla rottamati bensì sono stati ceduti in prestito all’azienda di trasporto di Alessandria, primo capoluogo di provincia ad essere dichiarato fallito nel 2012. La locale azienda di trasporto, l’ATM, non se la passa meglio e dopo essere già stata trasformata in AMIU prima e AMAG dal 14 giugno 2016, si trova attualmente in una situazione a dir poco disastrata, tanto da non riuscire a poter mantenere nella sua interezza un parco autobus variegato e pertanto numerose macchine risultano essere ferme in attesa di manutenzione od anche già difficilmente recuperabili. Pertanto l’azienda alessandrina con l’avvio dell’anno scolastico in corso, ha dovuto ricorrere al noleggio di vetture recuperate da altre aziende di trasporto, facendo giungere macchine da Pavia, dal gallaratese e persino dal Lazio! In ultimo anche due veicoli da Torino, i precedentemente citati 591, ovvero le matricole 1196 e 1203.


Questi due veicoli si vanno a sommare ad almeno altri 7 autobus acquisiti da altre realtà e in dettaglio (si ringrazia Alessio Pedretti per la lista):

  • 1  Iveco 591.12.27 Cityclass del 1998 matr. 333 di STIE Milano
  • 1 Renault Agorà Moovy del 2001 matr. 417 di STIE Milano
  • 2 Autodromo Busotto del 1996 matr. 549 e 550 di LINE Pavia
  • 1 BredaMenarinibus M 240 LU del 2000 matr. 130 di STIE Milano (già ex matr. 60 di AGESP Busto Arsizio)
  • 1 Iveco 591.10.27 Cityclass del 2002 matr. 136 di STIE Milano (già ex matr. 63 di AGESP Busto Arsizio)
  • 1 Iveco 200E15 Europolis MS del 2001 matr. 47 di SAP Guidonia (RM).

Occorre quindi elogiare la generosità di GTT che corre in aiuto di altre realtà (prima Tundo, poi Ca.Nova e adesso AMAG), mettendo a disposizione i propri autobus, evidentemente non così tanto numerosi visto che si è avuta in concomitanza la contrazione del servizio su alcune linee (vedere notizia del 23 novembre). Viste le ombre gettate dall’amministrazione comunale sui bilanci di GTT, bisogna chiedersi se così tanta generosità verrebbe ricambiata in caso di rovesciamento delle parti…

Navigazione sul Po: the day after

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Secondo giorno di sole su Torino, il Po è rientrato nel suo letto e lentamente si cerca di tornare alla normalità. Domenica mattina l’imbarco dei Murazzi appare come un campo di battaglia con piante sdradicate, pesanti vasi divelti, lampioni abbattuti e il chiosco che sembra essere stato devastato da una esplosione, tutto circondato da fango ancora bagnato.

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Il battello superstite  si trova non molto lontano, legato da corde a due passi dal ponte Vittorio Emanuele I: apparentemente i danni sembrano limitati a qualche vetro rotto e sarebbe bello fosse così. Dovrà certamente essere tirato fuori dall’acqua per un esame approfondito ed una revisione delle componenti più delicate. Una squadra di vigilantes sorveglia 24 ore su 24 le funi attaccate alle zavorre provvisorie, posate dalle gru nella giornata di venerdì durante le operazioni di recupero.

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Più triste è la situazione di Valentina II: la chiglia emerge dalle acque a pochi passi dallo sbarramento del Pascolo, poco a valle della confluenza di Stura e Po. Risulta essere arenata in modo stabile. Chissà quando verrà recuperata…
Nel frattempo emergono dettagli sulle fasi concitate del tentato recupero: nel momento in cui l’acqua cerca di rovesciare il battello, le catene cui è ancorata, sono fissate sui camion e solo la loro rottura ha evitato alle gru di essere anch’esse trascinate in acqua.

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C’è anche un’intervista al dirigente della comunicazione e dei servizi turistici di Gtt, Claudio De Consoli, insieme alle riprese delle operazioni dei vigili del fuoco che hanno posizionato dei palloni segnalatori sulla chiglia della barca: http://www.lastampa.it/2016/11/27/multimedia/cronaca/il-ritornodi-valentina-6KpHNWfl9f2zWQU6mMC9zM/pagina.html
Bisogna puntualizzare che il recupero del battello non è un’opzione facoltativa ma un obbligo, che se non è rispettato, potrebbe portare a sanzioni per inquinamento delle acque a seguito di abbandono di rifiuto.

Addio Valentina II

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Proprio nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ironia del caso, tocca a Valentina II la sorte peggiore nel disastro avvenuto sul Po a Torino. I battelli erano stati ormeggiati con tutte le sicurezze previste ma nessuno si aspettava un livello delle acque -a Torino- di ben 6 metri, una quantità d’acqua superiore all’alluvione del 2000.

alluvione2016
Questa la situazione degli imbarchi nella mattinata del 25 novembre (foto Mihai Bursuc), con l’acqua che ha quasi interamente sommerso il chiosco della biglietteria. La potenza dell’acqua, sommata allo scontro con detriti, ha provocato la rottura degli ormeggi delle barche e il loro schianto contro l’arcata del ponte Vittorio Emanuele I. Prima di rompere gli ormeggi, le barche si sono trascinate per alcuni metri le pesanti zavorre adagiate nel letto del fiume a cui erano ancorate. Lo schianto, immortalato in diretta da un video del TGR Piemonte aveva seriamente danneggiato Valentina II, incastrata tra l’altro battello e il ponte, non solo aveva subito danni alla struttura ma aveva anche imbarcato acqua, mentre più contenuti erano i danni a Valentino II.

Foto LaPresse - Marco Alpozzi

Verso l’ora di pranzo sono arrivate le potenti gru che avrebbero dovuto recuperare i due battelli, costruiti nel 2011 nei cantieri nautici Vemar Industria s.r.l. di La Spezia su progetto studio Ruggiero S.r.l. Le operazioni però non vanno a buon fine perché dopo aver spostato Valentino II, la furia delle acque si è potuta accanire senza più nessuna protezione proprio contro la povera Valentina II che ha continuato ad imbarcare acqua fino a rovesciarsi.

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Una volta rovesciata la barca, questa è potuta passare sotto le basse arcata del ponte della Gran Madre ed essere trascinata a valle dalla corrente, superando senza ulteriori danni il ponte di corso Regina Margherita, la passerella pedonale di piazza Chiaves e il ponte Sassi fino ad arrivare alla diga del Pascolo, alla confluenza tra Stura e Po dove si è adagiata sul fondale basso e dove resterà fino al suo recupero.

valentina2capovolta

Inutile sottolineare i numerosi dibattiti seguiti alla vicenda, con il proliferarsi di esperti marinai, ingegneri delle acque e provetti addetti al recupero di barche alla deriva… sono state aperte diverse inchieste, sia interne a Gtt che esterne, per accertare le cause e capire eventuali responsabilità. Non è la prima alluvione che mette a rischio i battelli ma finora tutto aveva retto l’impatto delle acque. Ma a tutto c’è sempre una prima volta. Qui in basso una piccola carrellata di esondazioni del Po viste all’imbarco dei Murazzi:

1992
alluvione1992
2010

2011
alluvione2011
2014
esondazione2014

 

Valentino II resta vedovo

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Le operazioni di recupero dei battelli non vanno secondo il verso giusto e una delle due imbarcazioni, Valentina II, si è rovesciata e ha superato il ponte di piazza Vittorio Veneto, andando alla deriva fino alla diga del pascolo a San Mauro.

Qui le due maxi gru in azione:

Su Repubblica.it invece il video del drammatico momento in cui la barca si rovescia e viene trascinata dalla corrente:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/11/25/news/fallito_il_recupero_nel_po_uno_dei_battelli_affonda_e_va_alla_deriva-152798282/

Questo invece il video, più lungo, su LaStampa.it

http://www.lastampa.it/2016/11/25/multimedia/cronaca/a-torino-fallisce-il-recupero-dei-battelli-trasportati-dalla-corrente-del-po-in-piena-yeySepMJz7gr1PrSGeweBJ/pagina.html

Allerta meteo: danneggiati i battelli Gtt

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Dall’account Twitter del TG Regionale: i battelli ValentinoII e ValentinaII rompono gli ormeggi e vanno alla deriva fino contro il ponte della Gran Madre:

Anche la linea 45 ritorna in parte al Gtt?

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Dopo il rientro in Gtt di tutti i turni della linea 20 e di parte dei turni delle linee 43 e 48, sembra ora che anche la linea 45 tornerà in parte in gestione al deposito Nizza. Dopo le proteste per la linea 43, arriva ora la petizione per un servizio migliore sulla linea 45. La petizione, portata avanti da Enrico Capello del comitato di borgata Moriondo (confine tra Moncalieri e Trofarello), ha raggiunto 200 firme che sono state consegnate a Gtt. Gtt, come nei casi precedenti, non ha colpe dirette dato che la linea è in subappalto al vettore Ca.Nova. Per la vecchia Amc – Autoservizi Michele Canuto, si prospettano tempi difficili.

 

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