E30 arrivata al Tortona

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Il primo bus elettrico BYD, la futura matricola E30, è giunta stamane al Tortona dove inizierà una serie di prove percorso in vista della sua immissione in servizio, prevista per settembre. Il bus, attualmente bianco, sarà pellicolato con una livrea speciale. Gli altri mezzi giungeranno ad un ritmo di circa 4 esemplari al mese.

Prime impressioni non più banalizzate

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Primo giorno di servizio sulle linee 27 e 61 con gli autobus privi delle porte banalizzate. Chi si attendeva una partenza in pompa magna sarà rimasto deluso perché ben pochi avvisi ricordano del necessario cambiamento di abitudini. Solo sulle porte sono stati applicati dei piccoli adesivi bifacciali (gli stessi usati sulle porte dei tram arancioni) che da un lato mostrano una freccia e sul retro un divieto di accesso.

Complici i vetri fumé, l’adesivo si vede ben poco se posto sul lato interno del bus e oggettivamente ci si aspettava un sistema di avviso più “incisivo” perché questi blandi avvertimenti non sono neanche visti dall’utenza (e figurarsi, rispettarli!). In basso un esempio di avviso più “forte” (da KM, azienda dei trasporti urbani di Cremona). La prima impressione è che neppure Gtt creda davvero in questa sperimentazione.

Nuova sperimentazione su 27 e 61

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A partire dal 10 luglio parte una nuova sperimentazione: sulle linee 27 e 61 si torna all’antico con le porte non più banalizzate. Si dovrà salire sul veicolo dalle porte anteriori e posteriori mentre si dovrà scendere da quelle centrali. Ciò dovrebbe facilitare la validazione dei biglietti BIP (contemporaneamente si stanno spostando i validatori verso le porte) e tale sperimentazione dovrebbe estendersi su tutte le linee gestite con 12 metri. Naturalmente a queste movimentazioni obbligatorie sono esentati i disabili, le persone con i passeggini e le carrozzine, coloro che si muovono sulle carrozzette elettriche, gli anziani con i carrellini… insomma chiunque abbia bisogno della pedana del disabile o di una porta priva di ostacoli. Restano aperte numerose domande tra cui:

  • come poter obbligare le persone a salire o scendere da determinate porte se queste si aprono tutte e sempre insieme?
  • come avvisare i titolari di biglietti cartacei che l’obliteratrice si trova solo da una parte del veicolo?
  • come gestire i flussi delle persone quando l’area prossima alla porta centrale è già ostruita da passeggini e carrozzine (considerato che quasi tutti i mezzi da 12 metri hanno tre sole porte)?
  • come comportarsi sulle linee gestite da 18 metri (con porte banalizzate) quando arriva un veicolo da 12 metri?
  • come si comportano gli accompagnatori delle persone che salgono dalla pedana centrale? Seguono anch’essi la deroga oppure devono salire dalle porte di entrata?

Questa sperimentazione lascia molto perplessi, visti anche i pessimi risultati delle sperimentazioni di incarrozzamento anteriore sulle linee 19 e 30. Il problema principale è proprio la forma degli autobus che sono costruiti per un utilizzo banalizzato delle porte (tanto che dalle 4 di un tempo, oggi sono solo più tre!). Forse prima di attaccare altri adesivi inutili sui veicoli, sarebbe opportuno rivederne lo stato, dove è opportuno la sostituzione e in ogni caso una migliore manuntezione.

Un weekend di fuochi per San Giovanni

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Il weekend appena trascorso si è caratterizzato per i fuochi di San Giovanni. Ma non parliamo dei giochi pirotecnici, ma dell’ecatombe di mezzi distrutti dalle fiamme. Si è partiti il 24 con un bus della linea 56, la matricola 2323, dal cui parte alta del tetto sono scaturite le fiamme che hanno gravemente danneggiato il veicolo (foto in basso), seguito poi dai tre furgoni dei paninari poco prima dello spettacolo pirotecnico e per chiudere il weekend, domenica 25, l’autosnodato 783 in servizio sul 18 che in via Bologna è stato distrutto dalle fiamme (foto in alto). Per fortuna che il weekend è passato!

Sono così 6 i bus distrutti dalle fiamme in questo 2017: l’11 gennaio scorso la 768 sullla linea 1 in via Genova, la 1084 il 2 aprile sulla linea 2, il 19 aprile la 2733 vicino un’officina esterna, il 31 maggio la 3042 sul 56 in via Micca e infine il 24 giugno la 2323 e il 25 giugno la 783. Praticamente una media di uno al mese!

Bus elettrici BYD: un vanto o cosa?

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E’ arrivato in Piemonte il primo esemplare di autobus elettrico da 12 metri prodotto dalla cinese BYD. Bisognerà attendere settembre per vederlo in servizio e in tanti si chiederanno dove sarà possibile trovarli. Secondo le idee della precedente amministrazione (sintetizzate qua), cinque bus dovevano essere utilizzati per la gestione di una linea torinese (si parlava della linea 19, per la possibilità di ricaricare i veicoli direttamente nel deposito Tortona), altri 6 sarebbero spettati a Settimo Torinese (forse da impegnare sul SE1-SE2) e 5 veicoli per una linea Collegno/Pianezza (forse il 37). Alla luce dei lavori svolti sia nel deposito Tortona che nel deposito Gerbido, che si divideranno in due la flotta, si sta delineando questo quadro per l’impiego dei nuovi bus: i mezzi del Gerbido saranno impiegati sul 37 (rinominato linea CP1) e su una navetta di collegamento tra la Stazione Lingotto e P.le Caio Mario; i bus del Tortona andranno sulle linee 19, SE1 e SE2. La nuova amministrazione, volendo dare un taglio netto con il passato, applica alla lettera le idee dei propri predecessori!

Ma c’è di più. I nuovi bus hanno un’autonomia dichiarata di 270 Km, tanti ma non sufficienti per coprire un’intera giornata di servizio, bensì solo 2/3 di essa: sono allo studio nuovi orari che facciano ruotare i veicoli in modo da non restare mai “a secco”, visto che a differenza delle linee Star, questi veicoli si ricaricherebbero esclusivamente in deposito.

Infine una piccola riflessione. Quando si acquistano dei nuovi veicoli, soprattutto quando essi sono politicamente “interessanti”, si tende a metterli in mostra sulle linee più centrali, quelle con l’utenza più numerosa. Dopotutto negli anni ’90 i primi due mezzi elettrici da 12 metri, gli Iveco Altra 490.EET.12 matricole E001 e E002, facevano servizio sulla centralissima linea 55. Oggi si prevede di usare i bus su linee periferiche e secondarie. Un timore che i mezzi non resistano alle sollecitazioni delle vie lastricate? O si vuole cercare di far sentire di “serie A” i passeggeri di linee di “serie C”? O si vuole fare in modo che questi nuovi mezzi siano molto pubblicizzati ma nella pratica li vedano solo in pochi? Boh…

Quasi tutto pronto per i nuovi elettrici

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E’ sbarcato a Rotterdam, via nave dalla Cina, il primo bus elettrico BYD per Torino. A circa un anno dalle prime apparizioni sulle strade di Torino, il nuovo mezzo elettrico è prossimo a fare la sua apparizione. Il lotto, composto in origine da 16 veicoli, è cresciuto a 20 unità (saranno numerate E30-E49). Da Rotterdam il bus prenderà la strada del Cuneese, infatti sarà portato a Villafranca Piemonte in una ditta che si occuperà della manutenzione in garanzia, subaffidata dal costruttore. Nel Cuneese saranno applicate alcune apparecchiature prima di spedire i mezzi a Torino, dove dovrebbero effettuare test su diverse linee della città (si parla di inizio luglio). Data l’autonomia dichiarata di 300 Km, è probabile che non sia necessario costruire stazioni di ricarica induttiva ai capilinea. I mezzi sono totalmente bianchi in vista di possibili pellicolature ad hoc, gli interni invece si caratterizzano per un pianale marrone e sedili verdi.
Nel frattempo al Gerbido e al Tortona si sta lavorando per costruire o ampliare le postazioni per la ricarica dei bus elettrici da 12 metri. In basso due immagini del cantiere al Gerbido.

Non resta quindi che attendere l’arrivo di questi “giocattoloni” da oltre 300.000 Euro di valore!

Da Trieste a Torino

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Sembra scritto nel destino che Torino e Trieste siano accomunate dai mezzi pubblici che dal capoluogo rosso-alabardato giungono sotto la Mole per trascorrere la propria seconda giovinezza! Dopo i BMB 240 MU acquistati sia da Canuto che da Tundo, i Cityclass 10,5 m presi da Sadem, la 447 -tram storico- restaurato da Atts, ecco i sette Vivacity da 9 metri (matricole 1601-1607) che vanno a rinforzare il parco mezzi di Ca.Nova (erede di Canuto). In basso tre immagini: la 1602 ripresa davanti la stazione di Trieste, la 1603 nel deposito di Ca.Nova a Moncalieri e la 883 (ex 1607) in servizio sulla linea 70.

Il Bredamenarinibus 231MU Vivacity M fu acquistato in 15 esemplari da Trieste Trasporti nel 2008-9. Lungo 9,4 metri, può ospitare fino a 71 passeggeri, di cui 11 seduti ed una postazione per disabile. Il motore, Deutz, è diesel Euro4 da 4764 cm3 e con una potenza di 215 cavalli, il cambio ZF (5 HO ECOMAT). I mezzi sono arrivati nei primi mesi del 2017 a Moncalieri e gradualmente messi in circolazione, mantenendo intatta l’originale livrea triestina.

Traini inusuali

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Una curiosa immagine ci arriva da piazzale Adua: un camion della Europe Assistance traina un autobus guasto della linea 52. Veicoli in avaria ce ne sono ogni giorno e statisticamente non c’è nulla di strano salvo il fatto che Gtt dispone di propri veicoli atti al recupero di autobus guasti e salvo casi eccezionali non si ricorre a interventi “esterni”. La foto, invece, ritrae proprio una situazione che esula dall’ordinario.

Si amplierà la flotta di Bussotti a Ivrea

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Dall’inizio dell’estate 2014 sono in servizio sulla rete urbana di Ivrea due autobus provenienti da Torino e più precisamente i Bussotti matricola 1252 e 1255 (in alto due immagini degli stessi a Ivrea); ad essi presto se ne andranno ad aggiungere altri tre (1274-1275-1276) che verranno girati da Torino a Ivrea, ma sempre restando di proprietà Gtt visto che il servizio urbano eporediese è gestito dal settore extraurbano.

Un altro autosnodato in meno

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Dopo l’incendio della 768 sulla linea 35, dello scorso 2 ottobre, un altro autosnodato passa oggi a miglior vita. La 1084, Cityclass CNG 18 metri del 2004, ha preso fuoco in servizio sulla linea 2 in corso Agnelli, di fronte a Mirafiori. I passeggeri e l’autista sono evacuati in tempo senza registrare alcun ferito mentre il bus veniva divorato dalle fiamme che distruggevano tutta la parte posteriore del veicolo. I danni sono piuttosto ingenti, il recupero del veicolo è molto improbabile. Più facile che le parti non danneggiate servano come ricambi per i veicoli ancora in servizio. Foto Edoardo Sismondi.

 

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