Alluvione a Moncalieri: colpita anche Ca.Nova

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L’esondazione del Po ha colpito anche il deposito di Ca.Nova sito in Strada Carpice: un capannone coperto e la palazzina uffici sono stati invasi da quasi 50 cm di acqua che hanno di fatto bloccato ogni attività dell’azienda. Pochi danni ai veicoli, fortunatamente, dato che nell’area allagata erano parcheggiati solo mezzi a pianale alto (autobus da viaggio) ma l’area del rifornimento è andata fuori uso ed è stato necessario ripulire le cisterne del gasolio.
In attesa di riprendere le attività, previsto per fine settimana, tutti i mezzi sono stati trasferiti presso il deposito Gtt Gerbido dove è anche stato allestito un ufficio mobile. Il periodo “no” di Ca.Nova prosegue…

Navigazione sul Po: the day after

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Secondo giorno di sole su Torino, il Po è rientrato nel suo letto e lentamente si cerca di tornare alla normalità. Domenica mattina l’imbarco dei Murazzi appare come un campo di battaglia con piante sdradicate, pesanti vasi divelti, lampioni abbattuti e il chiosco che sembra essere stato devastato da una esplosione, tutto circondato da fango ancora bagnato.

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Il battello superstite  si trova non molto lontano, legato da corde a due passi dal ponte Vittorio Emanuele I: apparentemente i danni sembrano limitati a qualche vetro rotto e sarebbe bello fosse così. Dovrà certamente essere tirato fuori dall’acqua per un esame approfondito ed una revisione delle componenti più delicate. Una squadra di vigilantes sorveglia 24 ore su 24 le funi attaccate alle zavorre provvisorie, posate dalle gru nella giornata di venerdì durante le operazioni di recupero.

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Più triste è la situazione di Valentina II: la chiglia emerge dalle acque a pochi passi dallo sbarramento del Pascolo, poco a valle della confluenza di Stura e Po. Risulta essere arenata in modo stabile. Chissà quando verrà recuperata…
Nel frattempo emergono dettagli sulle fasi concitate del tentato recupero: nel momento in cui l’acqua cerca di rovesciare il battello, le catene cui è ancorata, sono fissate sui camion e solo la loro rottura ha evitato alle gru di essere anch’esse trascinate in acqua.

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C’è anche un’intervista al dirigente della comunicazione e dei servizi turistici di Gtt, Claudio De Consoli, insieme alle riprese delle operazioni dei vigili del fuoco che hanno posizionato dei palloni segnalatori sulla chiglia della barca: http://www.lastampa.it/2016/11/27/multimedia/cronaca/il-ritornodi-valentina-6KpHNWfl9f2zWQU6mMC9zM/pagina.html
Bisogna puntualizzare che il recupero del battello non è un’opzione facoltativa ma un obbligo, che se non è rispettato, potrebbe portare a sanzioni per inquinamento delle acque a seguito di abbandono di rifiuto.

Addio Valentina II

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Proprio nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ironia del caso, tocca a Valentina II la sorte peggiore nel disastro avvenuto sul Po a Torino. I battelli erano stati ormeggiati con tutte le sicurezze previste ma nessuno si aspettava un livello delle acque -a Torino- di ben 6 metri, una quantità d’acqua superiore all’alluvione del 2000.

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Questa la situazione degli imbarchi nella mattinata del 25 novembre (foto Mihai Bursuc), con l’acqua che ha quasi interamente sommerso il chiosco della biglietteria. La potenza dell’acqua, sommata allo scontro con detriti, ha provocato la rottura degli ormeggi delle barche e il loro schianto contro l’arcata del ponte Vittorio Emanuele I. Prima di rompere gli ormeggi, le barche si sono trascinate per alcuni metri le pesanti zavorre adagiate nel letto del fiume a cui erano ancorate. Lo schianto, immortalato in diretta da un video del TGR Piemonte aveva seriamente danneggiato Valentina II, incastrata tra l’altro battello e il ponte, non solo aveva subito danni alla struttura ma aveva anche imbarcato acqua, mentre più contenuti erano i danni a Valentino II.

Foto LaPresse - Marco Alpozzi

Verso l’ora di pranzo sono arrivate le potenti gru che avrebbero dovuto recuperare i due battelli, costruiti nel 2011 nei cantieri nautici Vemar Industria s.r.l. di La Spezia su progetto studio Ruggiero S.r.l. Le operazioni però non vanno a buon fine perché dopo aver spostato Valentino II, la furia delle acque si è potuta accanire senza più nessuna protezione proprio contro la povera Valentina II che ha continuato ad imbarcare acqua fino a rovesciarsi.

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Una volta rovesciata la barca, questa è potuta passare sotto le basse arcata del ponte della Gran Madre ed essere trascinata a valle dalla corrente, superando senza ulteriori danni il ponte di corso Regina Margherita, la passerella pedonale di piazza Chiaves e il ponte Sassi fino ad arrivare alla diga del Pascolo, alla confluenza tra Stura e Po dove si è adagiata sul fondale basso e dove resterà fino al suo recupero.

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Inutile sottolineare i numerosi dibattiti seguiti alla vicenda, con il proliferarsi di esperti marinai, ingegneri delle acque e provetti addetti al recupero di barche alla deriva… sono state aperte diverse inchieste, sia interne a Gtt che esterne, per accertare le cause e capire eventuali responsabilità. Non è la prima alluvione che mette a rischio i battelli ma finora tutto aveva retto l’impatto delle acque. Ma a tutto c’è sempre una prima volta. Qui in basso una piccola carrellata di esondazioni del Po viste all’imbarco dei Murazzi:

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2010

2011
alluvione2011
2014
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Valentino II resta vedovo

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Le operazioni di recupero dei battelli non vanno secondo il verso giusto e una delle due imbarcazioni, Valentina II, si è rovesciata e ha superato il ponte di piazza Vittorio Veneto, andando alla deriva fino alla diga del pascolo a San Mauro.

Qui le due maxi gru in azione:

Su Repubblica.it invece il video del drammatico momento in cui la barca si rovescia e viene trascinata dalla corrente:

http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/11/25/news/fallito_il_recupero_nel_po_uno_dei_battelli_affonda_e_va_alla_deriva-152798282/

Questo invece il video, più lungo, su LaStampa.it

http://www.lastampa.it/2016/11/25/multimedia/cronaca/a-torino-fallisce-il-recupero-dei-battelli-trasportati-dalla-corrente-del-po-in-piena-yeySepMJz7gr1PrSGeweBJ/pagina.html

Allerta meteo: danneggiati i battelli Gtt

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Dall’account Twitter del TG Regionale: i battelli ValentinoII e ValentinaII rompono gli ormeggi e vanno alla deriva fino contro il ponte della Gran Madre:

Cambi di gestione linee in vista?

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Corrono insistenti le voci che a partire da dicembre le linee 43, 45 e 48 passeranno definitivamente alla gestione diretta di Gtt. Questa decisione metterebbe un punto finale all’attuale situazione “mista” in cui i turni mattutini sono gestiti da Gtt e quelli pomeridiani dal vettore Ca.Nova. Gli autobus necessari per effettuare il servizio sembra siano recuperati da altre linee urbane/suburbane (si parla di linee secondarie come 19, 20, 37, 44, 63/), che verranno di depotenziate.

Altre vetture potrebbero essere recuperate dalla linea 77, per la quale si sta studiando una “rimodulazione” del servizio, con riduzione della lunghezza del percorso e attestamento del capolinea in corso Farini.

Con il passaggio dell’intera linea 45 al deposito Nizza, la linea 66 verrebbe totalmente trasferita nel deposito San Paolo.

Come sprecare meglio il denaro pubblico

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In tempi di magra, dove si continua a parlare di contributi al TPL che non arrivano, aziende che usano autobus fino allo stremo e con la manutenzione ridotta a meno del minimo indispensabile, fa effetto leggere una notizia in cui si propone la spesa di ben 50.000 Euro per arretrare una fermata dall’altra parte della strada. Nello specifico parliamo della fermata “32-VITTORIO EMANUELE II” sita in corso Vinzaglio a nord di corso Vittorio Emanuele II ed utilizzata dalle linee 7 e 10, che stando all’esperienza diretta “da pendolare” dell’assessore ai trasporti di Torino, Maria La Pietra, benché non ci siano mai state lamentele in merito, se non una interpellanza del consigliere comunale Magliano (tra l’altro sembra scritta senza neppure aver visto il luogo con Streetview!), risulta essere pericolosa in quanto le persone sono invogliate ad attraversare fuori dalle strisce pedonali per raggiungere velocemente l’ingresso della stazione Vinzaglio.

Come spiega l’assessore (riportiamo il virgolettato dal sito Diarioditorino): «Non abbiamo mai avuto lamentele in merito, ma io ho fatto per anni la pendolare in quel tratto e so bene quali siano i problemi e si deve intervenire. Quella fermata oggettivamente intercetta un fiume di persone tra cui tanti studenti e sono in tantissimi a non rispettare le regole e attraversare al di fuori delle strisce pedonali. Per questa amministrazione comunale le fermate dovrebbero sempre essere dopo un incrocio, ma in questo caso non si può fare altrimenti. Mettere un attraversamento pedonale subito dopo la fermata attuale? Ci avevamo pensato, ma non si può per legge».

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Sorge spontanea la domanda, se in questi tempi difficili sia il caso di spendere 50.000 Euro per combattere un malcostume, quando una pattuglia di vigili, pronta a multare chi non rispetta il codice della strada, possa non solo aiutare ad educare le persone, ma sia anche una soluzione che possa generare un bilancio attivo (le multe).

Nuove potature, il 4 si sposta su corso Re Umberto

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Gli interventi di potatura delle piante, che a inizio 2016 decretarono limitazioni e deviazioni per la linea 4, tornano con l’ultima fase di intervento in corso Turati con il conseguente spostamento del percorso sull’asse di corso Re Umberto. Dal 14 al 30 novembre, nei soli giorni dal lunedì al venerdì, il tram devia il suo percorso su corso Matteotti (al ritorno corso Stati Uniti), corso Re Umberto e via Barrili (ritorno corso Lepanto). Non è prevista nessuna navetta bus sul percorso lasciato scoperto.

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Vola in Lussemburgo con la 2879

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Solo l’altro giorno si parlava della ripresa delle pellicolature integrali dei tram serie 2800 dopo la pausa estiva ed eccoci qui di nuovo a parlare di un nuovo soggetto pubblicizzato dalla 2879: i voli da Torino a Lussemburgo. A differenza del caffè Borbone della 2880, su questa vettura sono state pellicolate anche le porte centrali, rendendole così più mimetizzate. Il tram dovrebbe potersi incontrare sulle linee 3, 13 oppure 15.

Cambi di gestione per arginare le proteste

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La protesta partita dagli abitanti di Borgaretto contro il servizio della linea 41 di Gtt, subappaltata al vettore Ca.Nova, subito seguita dagli altri cittadini di Beinasco, stanchi dei disservizi sul 43, ha aperto il vaso di Pandora, portando all’attenzione di tutti il problema delle linee periferiche, gestite in sub-affido, con veicoli non sempre adeguati. A ruota hanno fatto sentire la propria voce gli abitanti di Moncalieri, privati della pazienza dopo gli ennesimi disservizi sulla linea 45 (comprensibili per le corse saltate causa guasti, fuori luogo per la lentezza della linea, dovuta al traffico) e in ultimo si sono aggiunti i comuni di Nichelino e Vinovo, esasperati per la gestione della linea 35N.

Ca.Nova ha nel frattempo ammesso le difficoltà causate dal vetusto parco veicoli, cui si continuano ad aggiungere “nuovi” veicoli di seconda mano, come lo Scania matricola 449 proveniente da ATB Bergamo (sotto nell’unica immagine che lo ritrae in servizio in p.le Caio Mario), che rendono il parco veicoli sempre più disomogeneo e conseguentemente complesso da gestire.

Per arginare le proteste e tamponare la situazione, Gtt ha ripreso carico di parte delle linee incriminate. Da lunedì prossimo la gestione delle linee 43 e 48 passa integralmente a Gtt (erano già parzialmente assegnate deposito Gerbido), cui si somma la parziale gestione delle linee 45-45/ (deposito Nizza) e la completa assegnazione del 20 al deposito Venaria.

Di certo oramai il vaso è aperto e non è più possibile zittire le aspre critiche, ma occorre mettere mano alla qualità del servizio offerto.

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