A zonzo per cantieri

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Mettiamoci oggi nei panni di un tipico pensionato e diamo una rapida occhiata all’avanzamento dei cantieri tranviari estivi che sono attualmente aperti!

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Corso Matteotti: il binario è stato posato e la strada richiusa. Rispetto alla foto del 5 luglio, nella giornata del 6 luglio si è disegnata la segnaletica orizzontale e si è pulito il binario. Il termine del 8 luglio è abbondantemente rispettato.

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Via Sacchi: la corsia riservata è stata sbarrata e le ruspe hanno iniziato a grattare via l’asfalto (o quello che restava dell’asfalto).

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Corso Turati: è l’area di cantiere più problematica per la viabilità in quanto posto su un incrocio molto trafficato. Nella parte a nord si è iniziato a scavare e a togliere vecchi scambi ed incroci giunti a circa 20 anni di vita (un binario rettilineo ne dura anche 40, ma scambi e incroci si deteriorano più velocemente) mentre nella parte a sud si è fatta una colata di cemento sulla pista riservata per realizzare una fermata provvisoria per la linea 4N. Questo cantiere dovrebbe chiudersi a fine luglio.

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Via Micca: si torna a lavorare al selciato della via, dopo poco più di un anno dall’ultimo intervento (realizzato per l’ostensione della Sindone e l’arrivo del Papa). All’epoca il 13 era ancora autobus e per fortuna è stato riportato tram qualche mese dopo, ma il traffico di grossi veicoli su gomma non è mai stato limitato (transitano qui le linee 55, 56, 72, 72/ e Venaria Express oltre ai bus turistici del Citysightseeing) ed i risultati si vedono: le pietre sono tutte sconnesse, sono state già tamponate con rattoppi in catrame ma non basta più e bisogna di nuovo intervenire. Nel 2015 la via era già stata parzialmente asfaltata, staremo a vedere se si proseguirà con le colate di bitume o, pur di preservare l’aulicità della via, si risistemeranno le lose.

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Piazza Statuto: si lavora a una coppia di scambi nel lato giardinetto, sostituendone parte delle lingue e delle curve. Il cantiere è di piccola entità ma facendo un giro per la piazza si può trovare qualche segno premonitore (foto in basso) per i prossimi lavori, ovvero l’incrocio nella corsia riservata. Tali lavori saranno effettuati in agosto quando anche la linea 10 sarà gestita con bus.

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Naturalmente non dimentichiamo i cantieri di piazza Baldissera e quelli di via Nizza, ma in entrambi i casi il termine dei lavori sarà ben distante dalla fine dell’estate 2016.

 

Display a led bianchi per l’Elfo 01E

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E’ operativo da alcuni giorni il primo veicolo della famiglia degli elettrici con il nuovo indicatore di linea a led bianchi prodotto dall’Aesys. L’Aesys, azienda di Bergamo che si occupa del settore dei display informativi al pubblico, ha ricevuto l’incarico di trovare un sostituto per gli impianti montati sugli autobus serie 01E-23E. L’impianto esistente non ha più assistenza da parte del produttore ItaliaDisplay che ha chiuso i battenti molti mesi orsono. Per questo motivo si è cercata un’alternativa per sostituire gli impianti che necessitavano di manuntezione e la soluzione è stata quella di proseguire sulla medesima strada già intrapresa con i Cityclass serie 2335-2349 e i BMB321 (vedi foto in basso): passare dall’ItaliaDisplay all’Aesys. Tale scelta è stata motivata dal fatto di aver recuperato dagli autobus Iveco 490 proprio i display Aesys, ma per i bus elettrici le dimensioni erano eccessive e si è dovuto trovare un indicatore più piccolo.

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La vera rete forte 2012

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Con l’arrivo del nuovo assessore Maria Lapietra, allieva della professoressa Pronello, autrice di uno degli studi commissionati da GTT, si è tornati a parlare del suddetto lavoro con l’ottica di metterlo in pratica, se non tutto, almeno in parte. La redazione di Tramditorino.it desidera ricordare che le istituzioni hanno nei loro cassetti un altrettanto approfondito studio realizzato dallo studio di ingegneria IBV Hüsler AG di Zurigo, in cui si delinea una vera rete di trasporto per la città di Torino, secondo standard europei e non partoriti in qualche aula presieduta da baroni che si muovono con mezzi privati, con poca aderenza alla realtà.

Per chi fosse curioso, il sito dell’Agenzia l’ha pubblicato (al contrario di quello del Politecnico di cui tutti ne parlano ma ben pochi l’hanno visto e nessuna istituzione ha avuto il coraggio di renderlo noto). Il collegamento rimanda all’opera dello studio svizzero: http://www.mtm.torino.it/it/piani-progetti/progetti-a-scala-metropolitana/rete-forte-2012

Nuovi bus elettrici per Torino: arrivano i primi partecipanti alla gara

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Il 16 giugno 2015 la giunta comunale di Torino approvava un protocollo di intesa tra la Regione, i comuni di Alessandria, Collegno, Novara e Vercelli e le aziende di trasporto locale per permettere la creazione di una stazione di ricarica per bus elettrici ed auto in ognuno dei cinque comuni. Il progetto, dal ‘sintetico’ nome di “Realizzazione di reti di ricarica integrate per autobus elettrici e veicoli privati”, era stato presentato dalla Regione in occasione di un bando del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e si era classificato al terzo posto, che gli ha valso un finanziamento di 240 mila euro.
Ieri, 30 giugno, un veicolo da 12 metri prodotto dalla BYD è arrivato a Torino ed ha iniziato i giri dimostrativi per Gtt, nell’ambito della gara che è in atto (questo significa che dovremmo presto vedere anche altri concorrenti). La BYD è un’azienda cinese che produce automobili e autobus, con particolare specializzazione sui veicoli elettrici.

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Nell’area metropolitana torinese è previsto l’arrivo di 18 nuovi bus elettrici. Cinque veicoli da 12 metri saranno utilizzati per la gestione di una linea torinese (si parlava della linea 19, per la possibilità di ricaricare i veicoli direttamente nel deposito Tortona), altri 6 spetteranno a Settimo Torinese (forse da impegnare sul SE1-SE2) e 5 per Collegno/Pianezza (CO1?), mentre 2 autobus da circa 7 metri e mezzo (come le attuali linee Star) saranno utilizzati a Nichelino e Moncalieri.
Sorgono spontanei alcuni dubbi sull’effettiva efficienza energetica dell’impiego di pochi veicoli in punti distanti della città, senza stazioni di ricarica (queste sono previste solo a Torino e a Collegno, restando nella città metropolitana). Anche l’aspetto dei costi lascia perplessi, visto che un singolo veicolo BYD da 12 metri costava nel 2012 “solo” 380.000 Euro e, per quanto i prezzi possano scendere (anche in virtù dei ribassi di gara), con 240.000 Euro di finanziamento non si va molto lontani…
Ci si lamenta che un tram costa tanto e non si hanno i fondi per acquistarne di nuovi, ma facendo le dovute proporzioni, l’autobus elettrico è un costoso gadget!

La 2885 quest’anno suggerisce il the freddo

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Sarà voluto o sarà stato il caso, ma la 2885 torna a suggerire come poter combattere il caldo che accompagna questi primi giorni di estate. Se nel 2015 la bevanda era l’acqua San Bernardo, nel 2016 si fa un passo in più, promuovendo il the bio (sempre San Bernardo), come mostrato nelle foto in alto. La pellicola verde e rosa pastello difficilmente passa inosservata… chissà nel 2017 cosa proporranno le fiancate della 2885!

Tundo agli sgoccioli

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L’11 maggio scorso raccontavamo delle inconsuete presenze di veicoli Gtt sulle linee fino a quel momento affidate al vettore Tundo, che aveva diversi problemi ai suoi veicoli (voci parlano di una prematura rottamazione di quasi metà del parco bus urbani in dotazione). Stando ai documenti del contratto, il sub-affido si sarebbe dovuto concludere il 1° luglio ma è probabile che per compensare le premature alienazioni, Tundo prosegua il servizio su alcune corse delle linee a lui affidate, come la linea 21 ripresa in fotografia. Se i mezzi mancano, si butta nella mischia qualunque cosa, anche il pulmino scuolabus…

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