Sbagliare è umano, perseverare è diabolico

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E’ sabato sera, nell’arco di un paio di ore due differenti episodi dimostrano come il rilascio delle patenti sia una semplice formalità, difficilmente negata a qualcuno. Alle ore 20 una Punto percorre  corso Belgio a cavallo tra la corsia preferenziale e quella per il trasporto privato: nessun problema finché ci sono le chiodature mentre diventa più difficoltoso quando si supera l’incrocio con via Ricasoli dove alla striscia di vernice si sostituite il cordolo in pietra. Qui l’automobile gratta il pianale e, dopo molti metri, si incastra, bloccando in un sol colpo il 3 e il 15. Il primo viene limitato al Rondò Rivella mentre il 15 viene fermato in piazza Gran Madre. E’ un bel problema che si riuscirà a risolvere dopo oltre un’ora.

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Ripristinati con fatica i disservizi causati dal primo automobilista “distratto”, la serata sembra proseguire calma, ma verso l’1 di notte ecco che un’altra Punto ricalca le orme della “cugina”, incastrandosi a cavallo del cordolo. I danni al veicolo sono maggiori (l’asfalto si riempie di olio riversato dalla coppa dell’automobile) e di nuovo le linee 3 e 15 sono bloccate.
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Gli errori capitano, ma dovrebbero essere situazioni anomale mentre sembra che stia diventando la normalità. Per la cronaca, nell’incrocio a 50 metri dal luogo del doppio incidente, un altro sinistro ha causato danni molto più gravi alle persone. Verso le ore 13 di domenica 28 lo scontro di due automobili in via Fontanesi angolo via Ricasoli ha provocato l’invasione del marciapiede e l’investimento di tre persone (un nonno con i due nipotini) che in quel punto camminavano tranquilli. E’ evidente che oramai la patente non la si nega proprio più a nessuno.

Potature piante, ora tocca alla linea 9

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Terminati i lavori di potatura piante in corso Unione Sovietica (la linea 4 riprende il suo percorso dal 25/2), tocca ora all’asse di corso Vittorio Emanuele II dove è la volta dei platani. Per tale motivo, per tutto il mese di marzo, la linea 9 sarà gestita con autobus. A differenza della linea 4 che nei weekend tornava sul suo percorso regolare, il 9 resta autobus in qualunque giorno. Il servizio su gomma ricalca il percorso del tram, benché in zona San Salvario ci sia una piccola variante in quanto l’inversione di marcia viene effettuata in corso D’Azeglio angolo via Petrarca, senza la necessità di percorrere l’anello di via Valperga Caluso, Madama Cristina, corso Raffaello (come evidenziato dalla carta in alto). E’ probabile che i lavori terminino prima della fine del mese, ma difficilmente il 9 tornerà tram prima di Aprile. Nessuna variazione prevista nei weekend, per la linea storica 7.

Ci passo, ci passo… no, non ci passo!

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Alcune azioni dovrebbero comprovare la totale incapacità di condurre un veicolo e portare alla revoca della patente. Un esempio potrebbe essere l’incidente di questa sera, lunedì 22 febbraio, in piazza della Repubblica tra un Suv Renegade e due tram, uno della linea 3 ed uno della linea 6: l’automobile ha azzardato un sorpasso, benché lo spazio disponibile fosse sempre inferiore per l’avvicinarsi della motrice nella direzione opposta. L’automobilista non si è curata di questo “piccolo” dettaglio, il suo unico pensiero era quello di non restare dietro al tram (probabile causa di pesante vergogna) e così si è ritrovata incastrata tra le fiancate delle due vetture, dopo aver percorso un tratto in contromano.

Da notare che il tratto di strada in cui è avvenuto l’incidente, è percorribile esclusivamente dai mezzi pubblici e dai veicoli autorizzati, 24 ore su 24.

Dopo l’intervento dei mezzi di soccorso, i tram sono stati liberati e sono rientrati in deposito. Nessun danno alle persone, perché è andata bene, ma a conducenti di questo tipo non sempre possono contare sulla buona sorte.

10N festivo… sarà perché hanno bevuto?

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Domenica 21 febbraio, da mezzogiorno a mezzanotte, per migliorare il collegamento con corso Settembrini dove avrà luogo la manifestazione “In Vino Veritas”, sarà eccezionalmente in servizio una navetta bus sul percorso non coperto dalla linea 10 festiva, ovvero da p.le Caio Mario fino al fondo di corso Settembrini, come mostrato nella carta qui in basso:

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La manifestazione “In Vino Veritas” non è alla prima edizione assoluta, infatti rispetto all’anno scorso, dalla cornice del Parco Dora ci si sposta a Mirafiori, nei 60 mila mq al coperto dello spazio MRF (corso Settembrini 178), un tempo area logistica Fiat e oggi al centro di un importante progetto di riqualificazione con l’obiettivo di creare un polo culturale e ricreativo. La manifestazione è iniziata oggi, 19 febbraio e andrà avanti fino al 21, con la partecipazione di 45 cantine italiane che proporranno in assaggio altrettante etichette, affiancate da una selezione di 35 food trucks con tante specialità in versione take-away.

Resta il dubbio sul perché non sia stata decisa la gestione straordinaria della linea 10 con tram (vista l’importanza che si vuole dare alla manifestazione) o, con autobus, ma sul percorso completo da corso Settembrini a via Massari. Forse il tema della manifestazione, il vino, ha prodotto strani effetti sulla lucidità di chi prende queste decisioni!

Domenica 21 si festeggia il 13 tram… con il festeggiato!

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Domenica 21 febbraio si svolgerà la festa per celebrare i 10 anni della metropolitana e il ritorno della gestione tranviaria sulla linea 13. Quest’ultima sarà eccezionalmente gestita con tram anche nella giornata festiva, invece del solito servizio automobilistico domenicale. Sarebbe stato alquanto curioso festeggiare il ritorno del tram sul 13 in una giornata in cui il tram viene sostituito dall’autobus. Si spera che questo sia un passo per una gestione tranviaria anche nei festivi.

Fase 3 dei lavori in corso Unione Sovietica

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Da martedì 16 febbraio, in anticipo sui tempi preventivati (come previsto dalla nostra redazione tempo fa), la linea 4 torna alla completa gestione tranviaria. Per permettere la conclusione dei lavori di potatura piante in corso Unione Sovietica, dal lunedì al venerdì, il tram sarà deviato lungo i corsi Tazzoli e Agnelli come mostrato nella cartina in alto. E’ plausibile che tale deviazione duri una settimana o poco più. Con l’occasione dell’assenza del tram, si è provveduto a rimuovere anche lo scambio di uscita dal binario nord di via Passo Buole verso p.le Caio Mario, come già fatto tempo addietro con quello di ingresso.

Insoliti incontri al Tortona

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Quasi a sorpresa, appare la sabbiera T427 ricoverata nel deposito Tortona! Evidentemente è giunta fin qua dal Venaria per liberare spazio e non intralciare nelle operazioni di sgombero delle 7000 dal piazzale esterno lato Venaria Reale.

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Un’uscita poco ortodossa

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E’ iniziato l’ultimo viaggio dei tram serie 7000. I grandiosi tram che avrebbero dovuto rivoluzionare il trasporto di Torino con la rete ’82, sono giunti al capolinea. La loro ultima corsa avvenne lo l’8 dicembre 2013 e la fine fu giustificata tra la scusa di rendere la linea 3 accessibile e le motivazioni più concrete di costi di manutenzione che non si voleva più sostenere. Così in breve tutti i tram sono stati radunati nel piazzale del deposito Venaria, dove hanno trascorso poco più di due anni, tra ipotesi di vendita sul mercato dell’usato e rottamazione. Benché siano state visitate da ospiti provenienti da mezzo mondo (Cina e Turchia in particolare), l’appetibilità delle 7000 era pari a quella di una minestra sciapa, fredda e annacquata. Il limbo dove si sono fermati questi tram si è infine aperto e le vetture escono meste, a bordo di autoarticolati, con la destinazione finale scritta da tempo nel loro destino: il demolitore. Nati male e usati peggio, sono come il colosso dai piedi d’argilla. Nessun esemplare si salverà: troppo moderni ed ingombranti, non hanno il fascino e l’appeal dei tram d’epoca che Torino con cura preserva, né hanno segnato in modo positivo la storia cittadina, tanto da giustificarne la conservazione. Neppure a Manchester, dove le locali vetture serie T68, molto simili alle 7000 per impianto e addirittura più giovani d’età, si sono conservate, anzi tra il 2012 e il 2014 sono state sostituite da tram più moderni (solo la motrice 1007, la prima ad inaugurare il Metrolink di Manchester nel 1991, è stata salvata). A Torino no, non si preserverà nulla: gli errori si cerca di cancellarli e dimenticarli ed è così che si sta cercando di fare con le 7000. Cancellare e dimenticare.

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Ricorrenze diverse per “metropolitane” diverse

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La data del 4 febbraio sarà a lungo ricordata. Esattamente 10 anni fa la prima metropolitana automatica d’Italia viene inaugurata (e la nostra redazione era presente) alla presenza dell’allora sindaco di Torino Sergio Chiamparino e del coevo ministro delle infrastutture Pietro Lunardi. Il 5 febbraio l’inaugurazione è stata ripetuta per i comuni cittadini che hanno potuto usufruire del nuovo mezzo di trasporto a partire dalle ore 15. Il percorso si allungò nel 2007 fino a Porta Nuova e nel 2011 al Lingotto. Per vedere il capolinea di piazza Bengasi, però, potrebbe non bastare attendere il 2017… In 10 anni i veicoli hanno percorso 45 milioni di kilometri, trasportando 277 milioni di passeggeri.

Parallelamente a questi festeggiamenti è iniziato nel deposito Venaria lo sgombero (foto in basso), per demolizione, delle motrici serie 7000, quelle della “metropolitana leggera”. Dovevano rappresentare l’ossatura del trasporto di Torino, con le 5 linee previste dalla rete ’82, invece saranno solo ferro vecchio dopo neppure 30 anni di servizio. Sic transit gloria mundi.

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