Ecco il terzo bus turistico

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Oggi, 29 maggi0, è stato consegnato a Gtt il terzo autobus turistico per la gestione della linea turistica C, quella che collegherà la reggia di Venaria e il castello di Rivoli a partire dal mese di giugno, nelle giornate del venerdì, sabato e domenica, come anticipato due mesi fa. L’autobus da 9 metri consta di 33 posti a sedere. L’autobus sarà presentato al pubblico venerdì 20 giugno.

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Gtt Torino in aiuto di Atm Messina

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Gtt Torino corre in aiuto di Atm Messina, l’azienda dei trasporti pubblici messinesi, da mesi in profonda crisi, tanto che oltre la metà dei tram (Cityway come quelli di Torino, solo lunghi 25 metri invece di 34) è ferma in deposito. Gtt è al momento ferma solo al 35%…
L’uomo chiamato a risollevare le sorti dell’azienda è Giovanni Foti, già direttore di 5T Torino ed ora responsabile delle innovazioni tecnologiche in Gtt. Avrà un contratto di 6 mesi e poi, in base ai risultati, si vedrà come proseguire.
Stando alla stampa questo non sarà l’unico aiuto di Gtt a Messina: si prevede anche l’invio di 15 autobus del parco di Gtt, ma non è dato di sapere a che titolo.

Qui la notizia del protocollo:

http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_390.shtml

Ecco dove sono (altri) bus

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Dopo l’articolo dello scorso 6 maggio, ecco un nuovo capitolo su dove sono finiti tutti gli autobus.
Deposito Gerbido, area contigua alla stazione di rifornimento a metano di Gtt. Una mezza dozzina di autobus serie 2700 (immatricolati nel 2006-2007) sono fermi da tempo con un evidente cartello giallo che ammonisce l’impossibilità di utilizzo per mancanza di assicurazione. Se è giustissimo risparmiare l’assicurazione su veicoli fermi, un po’ meno comprensibile è perché siano fermi veicoli abbastanza recenti e non troppo inquinanti (sono a metano). Oppure sono anch’essi diventati antieconomici come i tram serie 7000?

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Klm sulla 2839

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Il tempo atmosferico non è dei migliori, ma ecco la 2839 pellicolata Klm, come promesso nell’articolo di qualche giorno fa!

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(Ri)ecco l’ultimo Citelis 18 metri

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E’ tornato a Torino l’autosnodato caricato su un cargo della Volga-Dnepr a Caselle, nel novembre 2013 (foto in basso), alla volta della città di Astana in Kazakhstan, dove l’Iveco aveva fretta di mostrare il veicolo, in vista di una possibile commessa. L’Iveco si è aggiudicata la gara e fornirà alla capitale kazaka 280 Citelis da 12 metri e 70 autosnodati da 18 metri.

Volga-Dnepr

La matricola del veicolo rientrato sarà 870, l’ultima mancante a completare la serie 800-874. In realtà un bus matricolato 870 ha circolato per qualche giorno in Torino, ma è stato successivamente ritirato da Iveco.

Ancora sul deposito San Paolo

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Dopo l’interpellanza dello scorso febbraio, torniamo a parlare del deposito San Paolo e della sua prossima chiusura. Le voci sono molto varie e diffuse, già circolano pure ipotesi di riorganizzazione delle linee e degli spazi, ma sono tutte congetture, prive di documentazione nota.

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(foto Museotorino.it)

La principale notizia è che la chiusura del deposito non porterebbe alcun nuovo palazzo o supermercato. Anzi, gli impianti fissi (ingresso corso Trapani 180), resterebbero al loro posto: troppo oneroso sarebbe il trasferimento in altra sede. Il progetto prevederebbe la semplice chiusura del deposito, con conseguente risparmio dei costi di manutenzione, gestione, sorveglianza, pulizia, etc… I veicoli verrebbero smistati tra i depositi Nizza, Tortona e Gerbido. Al Tortona potrebbe andare l’intera gestione della linea 15 e una circolare del 16 mentre al Nizza resterebbe l’altra circolare del 16. I bus sarebbero quasi tutti dirottati verso il Gerbido. Se negli altri depositi gli spazi sembrano essere pochi, occorre tenere presente l’imminente mannaia che colpirà (dopo le elezioni, ovviamente) il trasporto pubblico urbano, con una ulteriore contrazione della rete. Legge Fornero permettendo, anche l’organico dovrebbe calare grazie al pensionamento di diverse decine di persone.

Resta da capire cosa ne sarà dell’edificio, se verrà riutilizzato in qualche modo o se sarà destinato all’abbandono e al vandalismo, sulla scia del Moi di piazza Galimberti?

Déhors no-problem

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 Riportiamo qui una notizia dell’Osservatorio Tranviario Torinese che mostra come quanto sia confermato l’ingegno italiano:

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Siamo in corso Matteotti, angolo corso Re Umberto, fermata 1295-Re Umberto (linee 55 e 57). La fermata, già posizionata male in quanto impone ai mezzi pubblici di spostarsi dall’estrema destra all’estrema sinistra della carreggiata, è ora stata traslata su una piattaforma provvisoria, per far spazio ad un dehors. La creatività non ha limiti… certo che se avessero ipotizzato la soppressione della (alquanto inutile) fermata, ci sarebbe stata una sollevazione popolare. Chissà se questo stratagemma terrà lontane le automobili che sistematicamente parcheggiano a fianco dei déhors, all’ombra dei segnali di divieto di sosta e fermata!

Una direzione per volta

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Recentemente sono circolate in rete immagini e filmati che denigravano la professionalità della categoria dei conducenti di Gtt, pertanto oggi si vuole invece spiegare come un incidente (quale quello ripreso in fotografia), può essere un esempio di buona condotta.

Motrice 2856, fuori servizio. Il tram impegna col primo carrello lo scambio di corso Vittorio Emanuele II, diretto verso via XX Settembre. Per un guasto, esso ritorna nella posizione di retta e così il secondo carrello prende la direzione errata. Il guasto ad uno scambio è un evento eccezionale, ma per quanto raro, può avvenire. Il regolamento di esercizio prevede velocità moderate sugli scambi, soprattutto se si impegna un ramo che non sia quello retto perché è alto il rischio di deragliamento (uscita dai binari col primo carrello) o sviamento (uscita su uno scambio con un carrello non anteriore). Nel caso specifico nessun carrello è uscito dai binari, come si vede nelle foto, il tram procedeva quindi ad una velocità tale che, appena il manovratore si è accorto del guasto, si è potuto fermare senza neppure sviare e arrecare danni.

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Anche KLM sulle 2800

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Circola da oggi la motrice 2839 con la pubblicità integrale della compagnia aerea KLM. Dopo Vueling, la compagnia di bandiera dei Paesi Bassi pubblicizza così i suoi nuovi collegamenti! Appena possibile, inseriremo un’immagine del tram. In attesa della foto recente, segnaliamo che la 2839 è stata nel 1994 l’apripista delle pellicolature integrali sulla serie 2800: sponsor la birra Bavaria. Subito dopo seguirono la coppia 2802 e 2819 dell’acqua San Bernardo. In basso due immagini d’epoca della primissima sponsorizzazione (ringraziamo il Museo Virtuale dei Tram di Torino):


I costi del tram

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TRAM-BUS

Articolo tratto da La Stampa del 15 gennaio scorso.

Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare dei costi del tram e del fatto che sia un investimento costoso per la città. Ma i dati, forniti da Gtt, parlano chiaro: 8 linee tranviarie (3, 4, 7, 9, 10, 13, 15, 16) hanno trasportato 63 milioni di passeggeri in un anno, mentre 60 linee di bus (ma qui il dato è in conflitto con quello ufficiale di 80 linee) hanno raccolto 97 milioni di utenti. Cosa significa? Che in media una linea tranviaria (includendo anche la linea storica 7 che gira solo 2 giorni la settimana) porta quasi 8 milioni di passeggeri, contro 1,6/1,2 milioni di una linea bus. Con un accurato studio, come quello dell’agenzia svizzera IBV di Zurigo, una piccola estensione della rete tram porterebbe all’eliminazione di tante linee bus superflue, con risparmio di denari e migliore servizio offerto. Perché invece si continua a tagliare, trovare soldi per altri autobus e niente per il sistema tram?

Altre considerazioni su questi dati, alla pagina dell’Osservatorio Tranviario Torinese.

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